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martedì 5 luglio 2016

Malvagia Inghilterra (tu perdi la guerra?)

La pagina Facebook di Feudalesimo e Libertà offre come sempre un commentario politico assai valido

Sono passati dodici giorni da quando il popolo del Regno Unito ha risposto "Volentieri, grazie" alla domanda "Volete voi levarvi di culo dall'Unione Europea?" e non mi sono ancora riavuta.
Il fatto che non si siano riavuti nemmeno gli altri, compresi i sudditi di Sua Maestà Elisabetta II, non mi è di alcun conforto.
Di tendenza, quando la gente è contenta finisco per essere contenta anch'io. Un popolo in festa e dei politici che annegano nello champagne al grido di "Finalmente fuori!" mi sarebbe stato di conforto e avrebbe almeno in parte aiutato a lenire l'orrendo trauma di svegliarmi in un Europa di cui il Regno Unito non fa più parte. 
Che, più che un trauma, per me è una tragedia.
I miei scrittori preferiti sono inglesi, buona parte dei miei musicisti preferiti sono inglesi, la mia casa ideale è un cottage inglese e quasi tutti i miei film e telefilm preferiti sono inglesi. Anche i miei draghi preferiti, ora che ci penso.
Gli inglesi hanno inventato la costituzione e la democrazia occidentale* e  tutte le contraddizioni relative. 
Inutile che mi vengano a spiegare che nell'Unione Europea il Regno Unito se l'è sempre tirata in maniera ignobile, e che è stato più di impiccio che altro eccetera perché, sia vero o meno (e non è poi così vero) non me ne frega niente. Sono una storica, o almeno ho delle pretese del tutto autoreferenziali in tal senso** e per me la Perfida Albione è Europa, punto e basta. Anche quando gniaula che da loro ci sono troppi immigrati, quasi che non avesse nessunissima responsabilità dei pasticci mediorientali, delle guerre in Africa e dei terroristi arroccati in Iraq e in Pakistan (e vogliamo parlare del Bangladesh? No, non vogliamo parlarne. Neanche di striscio).

Insomma, io soffro orribilmente, ma potrei guardare con occhio comprensivo i festeggiamenti altrui. Ma qua non festeggia quasi nessuno.
Non le borse, che sono andate a picco - ma poi si son riprese, almeno in parte, perché si sa, la vita continua e le borse digeriscono tutto***, meglio degli struzzi. 
Non l'ineffabile Cameron, che ha indetto il referendum di suo libero genio, convinto di vincerlo e non voglio dire altro sull'argomento ma secondo me non si è mostrato molto accorto.
Non la Scozia, che aveva infine rinunciato a separarsi dall'Inghilterra perché voleva restare nell'Unione Europea e che adesso sta ricominciando a considerare la possibilità di staccarsi dall'Inghilterra per ritornare appena possibile nell'Unione Europea. 
Non le giovani generazioni, in larga maggioranza europeiste - che però non si sono scomodate ad andare a votare se non in piccola parte.
Non quelli che hanno votato contro ma adesso assicurano di essersi pentiti.
Non hanno festeggiato granché nemmeno quelli che in teoria avrebbero vinto visto che sostenevano di volersi staccare dall'Unione Europea, anzi si stanno defilando. Boris Johnson ha deciso di non candidarsi per le elezioni politiche prossime venture senza dare spiegazioni, Farage ha improvvisamente avvertito la necessità di dedicare più tempo alla sua famiglia. 
Qualcuno straparla perfino di un nuovo referendum, altri sostengono che era un referendum solo consultivo e ci vuole la ratifica del parlamento (certo che sì, ma il voto è stato piuttosto chiaro, cosa vuoi che ratifichi il parlamento? "Avete votato così ma noi ce ne freghiamo"?) che non si capisce se si degnerà di ratificare prima dell'autunno o prima di Natale e non è chiaro nemmeno nell'autunno o nel Natale di quale anno.
Dall'Unione Europea mandano a dire che non possono iniziare le procedure per l'uscita del Regno Unito se prima il Regno Unito non fa uno straccetto di richiesta, anche su carta libera, e dal Regno Unito rispondono che non c'è fretta.
E stan lì a cazzeggiare, senza ratificare alcunché in parlamento e sembrano me quando devo fissare l'appuntamento col dentista: la prossima settimana no perché c'è il Collegio Docenti, quella dopo voglio andare a fare shopping, quella dopo ancora devo pensare ai regali di Natale...

Molte, davvero molte, sono le cose che apprezzo dell'Inghilterra ma al momento non ho una grande considerazione della loro attuale classe politica, che anzi mi sembra perfino messa peggio della nostra.

*no, non vi azzardate a parlarmi della Grecia. La città-stato era una cosa completamente diversa. E poi i greci erano maschilisti (anche se scrivevano piuttosto bene)
**e a tal proposito mi sovviene che nella mia supplica per il bonus ho dimenticato di scrivere "le mie lezioni di storia sono ganzissime nonchè assai aggiornate e molto attente alla storiografia più recente"
***quelle italiane con più difficoltà, d'accordo, ma sembra che ci abbiamo anche qualche problemino supplementare, soprattutto con le banche

(L'audio è il meglio che sono riuscita a trovare. Su YouTube però c'è il testo in italiano)

9 commenti:

Pellegrina ha detto...

Feudalesimo e libertà è impagabile specie dopo aver visto la meravigliosa tapisserie da poco. Dopodiché la domanda a una storica è: ma da dove prende questa esigenza di millenarismo per cui il mondo come lo conosciamo e amiamo deve crollare a causa di un referendum in un'amatissima sia pure isola nordica?

Personalmente sono dalla parte opposta alla tua, ritenendo la UE un'istituzione politica deleteria per i popoli che ne fanno parte, e penso non sia necessario fare esempi in dettaglio di quanta miseria e morte stia portando la sua politica economica (distruzione del tessuto produttivo, distruzione del diritto del lavoro, distruzione dei salari, distruzione dei servizi pubblici, distruzione della coscienza democratica fino alle affermazioni lette e sentite sul voto in questi giorni, suicidi, emigrazione, crisi bancaria sul punto di esplodere anche in Italia, calo della SPERANZA DI VITA ALLA NASCITA, calo del coefficiente di Gini ecc.), perché so che nessuna evidenza riesce a convincere chi non si confronta a lungo con i dati di fatto e su questo argomento le reazioni sono in genere estremamente epidermiche. Io non sono liberista, lo dichiaro apertamente: anzi nel liberismo vedrò sempre e solo un nemico spietato del benessere della maggioranza delle persone, e di quell'idea di servizio al posto del profitto che ha guidato le scelte più importanti della mia vita. Ma so che non va di moda. E Pace.

Ma mi incuriosisce davvero a questo punto capire, da una storica, da cosa venga questa sensazione di tragedia da fine del mondo, da tsunami mozzafiato che pare avere colto tutti dopo l'ascolto di un congruo numero di ore di panicotv. E che certo non ci ha preso, il panico millenarista, quando la Grecia, per dirne solo una, subiva e subisce un massacro ben più sanguinoso, inutile, reiterato e lungo del risultato di questo referendum, che ben più ha demolito ogni idea di comunità reale e sentita e per definire il quale la parola disumano è la sola a venire alle labbra. Qualunque sia il suo regime politico...
Forse non dovremmo dimenticare che ogni volta che i popoli hanno potuto esprimersi non hanno plebiscitato codesta istituzione.Forse dovremmo chiederci le cause di tutto questo, o almeno se sia positivo, o semplicemente democratico, continuare a forzare una situazione che evidentemente non viene vista con favore dai cittadini, non dai sudditi. Ma non importa, so che sono argomenti che non hanno effetto.
Torniamo alla questione principale: la paura.

Shakespeare Harold Donne Arthur Mordred Beowulf Tolkien Aphra Ben Blenheim Windsor Geoffrey of Monmouth, Purcell Walton Toni Richardson, o Voltaire Hugo e se vogliamo Losey, Kubrik ecc. sono "europei" davvero solo perché riconducibili a un'istituzione nata (per nostra disgrazia a mio parere dato che non sono una rentier) vent'anni fa? I legami culturali, storici, personali, economici (con una delle maggiori piazze finanziarie del pianeta!) personali, i viaggi, gli scambi, davvero crolleranno perché i Britannici hanno scelto di dire no grazie, forse stiamo meglio fuori (e avevano il diritto di dirlo, poi vedranno cosa fare e pensare)? Perché quest'angoscia, questa paura, questo smarrimento? Rabbia per qualcosa che non ci corrisponde sì, la capisco. Ma abbiamo davvero bisogno del matrimonio indissolubile per essere vicini, conoscerci, capirci? come se avessimo ricevuto una minaccia, un insulto uno sfregio personale anziché il rifiuto di un'istituzione, matrimoniale o politica che sia? Perché sentirsi mancar la terra sotto i piedi al momento di confrontarci con una scelta libera e diversa?

Murasaki ha detto...

L'istituzione non è nata vent'anni fa, i lavori sono cominciati nel 1948, e al contrario di te io sono europeista fino al midollo.
Ma mi dispero per questioni puramente emotive perché non dubito in alcun modo che il mondo possa andare avanti con il Regno Unito fuori dall'Unione Europea, e magari anche meglio di prima.
Quel che mi lascia assai stranita non è il risultato del voto - che poi, loro han fatto il referendum e loro han votato come gli pareva, ci mancherebbe - ma le LORO reazioni al LORO voto, soprattutto quelle dei politici, soprattutto quelle dei politici che avrebbero vinto.
OK, vado a togliere gli accenni alle fruste e ai randelli, che forse ti hanno dato un impressione più feroce sul mio punto di vista, sono triste ma non porto rancore a chi ha votato per uscire ed è tuttora contento di averlo fatto, e nemmeno a chi si è pentito. Ma mi domando che tarantola ha morso Cameron, Johnson e Farage, il primo nell'indire un referendum che si sapeva benissimo avere esiti incerti (o anche troppo certi), gli altri due nello sgusciar via dopo aver vinto invece di godersi la vittoria e il plauso dei loro elettori ^__^

Alexandra ha detto...

Ecco, uno di quei casi in cui potrei quasi sottoscrivere anche le virgole.

Aliceland ha detto...

Murasaki, ti rispondo con una singola frase che racchiude tutto il mio (nostro) pensiero: tell me about it!
😭

Murasaki ha detto...

@Alexandra e @Aliceland:
(...sosssspiro...) grazie della solidarietà

Pellegrina ha detto...

Murasaki, una precisazione: io sto parlando della Ue e della UEM, non di accordi economici in vigore da molto prima. E questa Ue nasce con Maastricht appunto una ventina di anni fa (anche se il progetto di Spinelli la precede ed è posto sotto la stella del liberismo einaudiano). Già vent'anni fa diversi popoli e alcune variabili economiche hanno mostrato di non trovarla conveniente. I risultati dei referendum, 8, sono stati tenuti in conto una sola volta, in Danimarca (che non è esattamente partita alla deriva), il che a me mette paura, francamente, come metodo di governo democratico a cui affidare il mio futuro e quello di noi tutti, forse un po' più del Brexit.

Quanto ci abbia davvero protetto forse dovremmo arguirlo dalle statistiche, ma come ho detto, non è di questo che volevo parlare, bensì e soprattutto del perché profondo di una reazione tanto atterrita, sgomenta e a volte rabbiosa in casa nostra. Sono infatti una reazione e un punto che ritengo fondamentali e inquietanti.

Sul perché delle dimissioni dei vincitori ci sarebbe da interrogarsi effettivamente. E' indubbio, ad esempio, che ci siano pressioni molto forti perché il referendum sia senza seguito come altre volte è stato ( http://www.spiegel.de/international/europe/brexit-triggers-eu-power-struggle-between-merkel-and-juncker-a-1100852.html ) e questo avrebbe potuto forse condizionare alcune scelte. Si tratta ovviamente di una ipotesi di lavoro.

Pellegrina ha detto...

@ Murasaki Sempre sulla questione Johnson da te posta, un paragrafo piuttosto laconico del Telegraph accenna che l'inizio del processo che ha portato alle dimissioni partirebbe da questo articolo: http://www.telegraph.co.uk/news/2016/06/26/i-cannot-stress-too-much-that-britain-is-part-of-europe--and-alw/
(che io non conoscevo quando ho commentato) in cui Johnson spiega come mai secondo lui l'immigrazione non è stata la causa determinante del voto Leave. Più oltre il Telegraph suggerisce come la inaspettata vittoria del Brexit abbia fatto apparire Johnson il probabile successore di Cameron, ma la leadership del suo stesso partito non era disposta ad appoggiare la sua candidatura. Si tratterebbe insomma di una decisione dell'apparato: "Credo onestamente che sia difficile credere alle teorie di un complotto volto a sostituire Johnson con Gove prima della sfida per la leadership proprio per questa ragione: i sostenitori del “Leave” non si aspettavano di vincere. Quindi non c’era ragione di aspettarsi, e prepararsi, per il vuoto lasciato dalle dimissioni di David Cameron. Sono stati tutti colti di sorpresa dalla profondità della resistenza della gente nei confronti dell’appartenenza alla UE. All’improvviso, quando si è trattato di fare sul serio, troppi partecipanti hanno pensato che la prospettiva di Boris Johnson che diventava il Principe Hal e rinunciava al suo alter ego Falstaff non era esattamente realistica."
Il testo completo dell'articolo del Telegraph tradotto qui: http://vocidallestero.it/2016/07/06/ragioniamo-sullimmigrazione-o-ne-pagheremo-le-conseguenze/#comment-12405
Anche qui siamo comunque nelle ipotesi.

Murasaki ha detto...

@Pellegrina:
L'Unione Europea è partita come idea nel 1948, ed è sempre andata in QUELLA direzione. Non ci sarebbe stata alcuna unità monetaria europea se non l'avessero preparata nel corso degli anni. Non c'è una cesura tra prima e dopo il 1992 - o meglio c'è, ma è nella storia: la fine dell'URSS. E' stato un processo maturato attraverso i trattati economici, poi il parlamento, poi tutto il resto, e ci fu anche un referendum, mi pare nel 1987, che chiedeva se volevamo andare verso una maggiore coesione (e per quel che ricordo, tutti i dodici dissero di sì). Nel bene e nel male, era in questa direzione che volevano arrivare, fin dai primi vertici, quando eravamo Italia, Francia, Benelux e Germania Occidentale. Ho schedato un sacco di faldoni di quei primi annim (il fondo archivistico si chiamava "Movimento Europeo e il mio stage è stato nel 1990) e ho anche partecipato, con la mia classe, a un concorso dove ci chiedevano di fare il disegno di una moneta europea. Era il 1971 ^__^
Nel bene e nel male l'idea era quella, poi si potrebbe fare di meglio e si potrebbe anche lasciar perdere tutto (non certo con il mio consenso!) ma il Regno Unito farebbe bene a darsi una mossa, secondo me.
Intanto un altra settimana è passata e ancora il parlamento non ha ratificato il referendum. E questo secondo me non è molto salutare, ma vedranno un po' loro.

Murasaki ha detto...

(Ma magari, adesso che arriva May, si daranno alfine una mossa)