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martedì 6 settembre 2016

Commissione Curriculum (quando l'insegnante si dà malato o si nasconde sotto il tavolo)

Pinturicchio - Penelope (che ogni giorno fa e disfa la tela) e i corteggiatori

Ogni pochi anni, pensando forse che non abbiamo nulla con cui passare il tempo, il MIUR manda a tutte le scuole del regno la richiesta di aggiornare i suoi curriculum per materie. 
Chiamasi curriculum o curricolo un insulso documento in cui si indicano per ogni materia gli obbiettivi formativi e le modalità con cui si conseguono i suddetti, e forse anche qualche altra roba; e siccome c'è quella strana bestia che si chiama "autonomia della scuola" ogni scuola deve indicare i suoi propri personali obbiettivi e le sue proprie modalità, nel caso decidesse, poniamo, di insegnare inglese analizzando a fondo la grammatica turca o di fare geografia con particolare riferimento al calcolo integrale.
Tutto ciò è sommamente noioso e, almeno per elementari e medie, anche parecchio inutile in quanto ogni scuola ha grosso modo le stesse pretese delle altre scuole, e quand'anche ne avesse di diverse il curriculese è lingua talmente vaga ed eterea da non consentire prese di posizione particolari - senza contare che, se pur è vero che ogni insegnante lavora a modo suo, ogni scuola cambia e ricambia gli insegnanti a getto continuo e dunque nessun docente si sognerebbe di impastoiare con troppi dettagli l'autonomia didattica di chi verrà dopo di lui - senza contare che le direttive del Ministero sono le stesse per tutti, e anch'esse molto vaghe.
Così la scuola nomina una Commissione Curriculum ove si imbucano i rarissimi docenti che nutrono un sia pur minimo e larvato interesse alla questione e nessun presta il benché minimo interesse a quel che fanno fin quando non producono un qualche documento per il quale il Dirigente Scolastico li ringrazia pubblicamente in Collegio, e tutti i colleghi riconoscenti si associano al ringraziamento.
Ma un anno, a Hogsmeade, la Preside decise che tutte noi di Lettere, volenti o nolenti, eravamo parte della Commissione Curriculum. 
Vivaddio era già stato fatto quello di Italiano e restavano solo Storia e Geografia.
Eravamo cinque insegnanti molto diverse per età, formazione, interessi, indole, metodo di lavoro e visione della vita; in verità le uniche cose che ci accomunavano erano una certa cortesia formale e una ferma determinazione a fare il nostro lavoro al meglio delle nostre capacità - oltre a un totale e profondissimo disinteresse verso la compilazione di qualsivoglia curriculum, orizzontale, verticale o trasversale che fosse. 
La nostra prima preoccupazione fu scovare un modello di curriculum fatto da qualcun altro, e a questo scopo la prof. Caramella frugò in rete, dopo di che considerò completata la sua parte e nessuna di noi pretese da lei nient'altro.
Io mi offrii come dattilografa. Scrivevo veloce, assicurai - e quando mi videro all'opera tutte convennero che ero quella che scriveva più veloce nel gruppo. 
La Decana non aveva un gran rapporto con il computer, e si offrì di dettare. Un altra, più esperta in giochetti grafici, preparò le colonne e gli ovali del testo in cui scrivere. La quinta sfogliò ripetutamente le indicazioni del Ministero e trovò qualcosa da copiare.
Nel corso di questo avvincente lavoro ci capitò di trovare qualcosina che andava semplificato o corretto, e furono fatti alcuni minimi aggiustamenti, ma non esito a dire che si trattava di un lavoro alquanto scialbo. In un ultimo fuggevole guizzo di vitalità salvammo il tutto sulla chiavetta e lo consegnammo alla Preside.
Più avanti costei ci rimproverò dicendo che il nostro curriculum non metteva bene in rilievo i nuclei fondanti della materia.

In effetti non credo che mettesse in evidenza alcunché, ma non sono mai riuscita a capire cosa cavolo potesse essere il nucleo fondante di una materia scolastica - un concetto che la Preside amava moltissimo, tanto da tirarlo in ballo appena possibile, credo anche a sproposito. 
La parola fondante però nella mia mente si associava indelebilmente alla parola fondente, che a sua volta mi riportava alla mente le caramelle fondenti - quei deliziosi zuccherini insaporiti con due gocce di sciroppo di frutta che sia io che i miei dentisti abbiamo tanto amato - e mentre la Preside straparlava di nuclei fondanti la mia mente contemplava sognante l'immagine degli zuccherini bianchi che saltellavano da un capo all'altro della griglia del curriculum.
Per nostra buona sorte, le ore della commissione a quel punto erano esaurite per quell'anno. 
Riprenderete il lavoro l'anno prossimo, ci disse la Preside. Certamente, rispondemmo tutte - ma tutte poi l'anno dopo scegliemmo altre sedi, salvo la Decana che andò direttamente in pensione per limiti di età.

A St. Mary Mead per ben due anni non si parlò di curricoli, ma dopo la nostra metamorfosi in Istituto Comprensivo essi tornarono fuori, come conigli malefici da un cilindro stregato, e alle prime riunioni dell'anno scolastico eccoci lì, dieci insegnanti di Lettere di St. Mary Mead e di Crifosso, rinchiusi in una stanza e obbligati a fare il curricolo di italiano per la scuola media - e non è che le riunioni di Lettere, nella mia scuola, siano mai state molto produttive.
Che dire? Al confronto le bolge infernali sono luoghi tranquilli dove ci si può intrattenere in lieti e ameni conversari.
Il primo anno, dopo una riunione di quattro ore in cui più volte fu sfiorato l'omicidio plurimo, partorimmo un curricolum sinteticissimo di cui eravamo molto soddisfatti, che non piacque alla Nostra Preside perché era troppo sintetico. Contemporaneamente, i colleghi di Matematica videro disprezzare, perché troppo lungo, il curriculum di cui erano a loro volta molto soddisfatti (e che probabilmente avevano realizzato in ragionevole e composta armonia).
L'anno scorso dunque a badare ai curricola c'erano un gruppo di offesissimi insegnanti di Matematica e un gruppo di sfavatissimi insegnanti di Lettere, e tanto per cambiare il primo giorno non compicciammo alcunché.
Il secondo giorno però la rappresentante di Crifosso delle RSU ci spiegò che non dovevamo fare il curriculum per materie e la DS, per legge, non poteva chiedercelo - poteva chiederci solo un curriculum verticale da fare con gli altri ordini di scuola del Comprensivo. Con entusiasmo le credemmo sulla fiducia e passammo a occuparci di altro, ovvero delle malefiche competenze.

Quest'anno abbiamo la Preside Reggente, che ci ha chiesto di fare appunto il curriculum verticale. Con la morte nel cuore abbiamo acconsentito, non potendo fare diversamente, e già ponevamo mano alla scatola degli analgesici che ci sarebbe stata di aiuto per curare l'inevitabile mal di testa che presto ci avrebbe tormentati quando la Preside Reggente ci ha spiegato come si sarebbero svolti i lavori: i dieci micidiali insegnanti di Lettere sarebbero stati diluiti in ben quattro gruppi (italiano, storia, geografia e educazione civica) e sapientemente mescolati con gli insegnanti di elementari e materne.
Ne sono risultati quattro gruppi efficienti e produttivi che nel giro di due riunioni di tre ore l'una han prodotto i curricoli richiesti, e tutto ciò mi ha edificato e commosso - anche perché nel mio cuore alberga la speranza che dopo, almeno per qualche anno, di curriculi non si parlerà più.
Inoltre ho imparato una serie di coserelle interessanti - ad esempio che alle elementari per grammatica non fanno necessariamente tutte le parti del discorso, e accennano solamente all'esistenza dei pronomi, degli avverbi... e del passivo e del riflessivo nei verbi perché i ragazzi non sono ancora capaci.
Sono stata fortemente tentata di avviare una discussione in merito, soprattutto per i pronomi, ma ho poi deciso di tacermi perché ignoro se questa curiosa abitudine è diffusa nelle scuole elementari o è una mattana specifica della nostra scuola e se le indicazioni ministeriali per le elementari effettivamente autorizzano una roba del genere, che a me sembra un emerita cazzata; ma penso che prima o poi mi informerò e cercherò di esaminare meglio la questione. 
Se non altro però, ora che lo so, mi spiego meglio tutta una serie di difficoltà che le prime medie che mi sono passate tra le mani da quando sono a St. Mary Mead incontrano regolarmente sin dal primo testo che gli chiedo di scrivere.

Resta da capire perché la Nostra Preside ha diretto per quattro anni un Istituto Comprensivo tenendo rigorosamente separate le commissioni tra i vari ordini di scuola e ci sia voluta una Reggente che viene dalle scuole superiori e che si occupa di noi nei ritagli di tempo, per partorire la geniale idea di mescolarci per fare i documenti relativi alla scuola. 
Immagino che sia per la la solita questione che qualcuno usa il cervello e qualcuno, essendone piuttosto sprovvisto, non lo fa. O almeno, non mi vengono in mente altri motivi.

9 commenti:

melchisedec mel ha detto...

"Bedda matri!" mi vien da dire in siciliano. Che poi il tutto serve al DS e ai reggenti ad avere le carte a posto. E poi ai colleghi perfetti, che in queste acque nuotano agevolmente.
Da quest'anno io tornerò a respirare...
Buoni giorni! E "currere", "currere", "currere"! :-)

Pellegrina ha detto...

Giuro che quando ti leggo il burocratese che devo affrontare io mi pare un brillante aforisma particolarmente sagace e laconico.
Non so, ogni santa volta che mi avvicino alle sQuole rimango allibita per la capacità di superfetazione del verboso, del prolisso, dell'inutile, dell'autoreferenziale e soprattutto e sempre, dell'IMMOBILE che vi si manifesta, ovviamente promosso dall'alto e dall'altissimo. Altro che blob: questi sono quintali di silicone sparati tra i neuroni per tenerli ben ben ben paralizzati e fermi, ci fosse mai qualcuno che avesse voglia di lubrificarli, i propri e quelli dei suoi studenti.
Coraggio...

dhaulagiri8167 ha detto...

Mia madre dice sempre che non ne può più della burocrazia e di tutte queste stronzate. Dice che vorrebbe insegnare, o tornare a insegnare, concentrandosi solo sulle lezioni e cose varie. E' ovvio che un'pò di organizzazione registri ci vuole, ci vogliono i ricevimenti genitori, ecc, ma no da diventarci scemi come è diventata la scuola negli ultimi anni. Mia madre ha 61 anni, perciò ha iniziato prima di voi a insegnare, suppongo, ma forse a inizio anni 2000 molte di voi c'erano già, vero che era meno incasinato il tutto?

Senzapre7ese ha detto...

Dei mie unici due anni (non consecutivi) nelle medie ricordo ancora con angoscia i lunghi pomeriggi dedicati a commissioni, gruppi di lavoro, gruppi di studio, consigli straordinari. per fortuna alle superiori nessuno ti chiede niente, è tanto se la dirigente si presenta agli scrutini ed è assodato che di ogni documento che ci viene richiesto esisterà sempre una versione, già pronta e migliore di quella che mai potremmo produrre con le nostre forze, nella rete. Basta solo ricordarsi di togliere il logo dell'altra scuola. (E non sempre ce ne ricordiamo, tutto vero).

Murasaki ha detto...

@Mel:
SAPEVO che mi avresti capito ^__^

@Pellegrina:
Ah, dici così solo perché non conosci il didattichese dei testi di didattica!
In tutti i casi sì, è un grandioso spreco di cellule cerebrali, e soprattutto di TEMPO!

@ dhaulagiri8167
Stavo per risponderti che effettivamente alle superiori è molto peggio che alle medie, ma Senzapre7ese mi smentisce appieno.
E dunque sì, il problema delle scartoffie a scuola esiste, ma dipende soprattutto dal Dirigente Scolastico che hai. Ci sono carte abbastanza inutili ma che vanno tenute bene (per esempio le relazioni e programmazioni, che nessuno legge mai... tranne quando arriva un insegnante nuovo, e allora è giusto che sappia come funziona la classe e cosa è stato fatto), e scartoffie che servono assai, come il registro, che è magari noioso da compilare ma va fatto. Poi ci sono i Dirigenti creativi che chiedono cose assolutamente demenziali. Finora sono capitata in scuole piuttosto ragionevoli, ma mi arrivano racconti davvero incredibili da certe scuole. La grandissima lagna dei curriculi però è piuttosto diffusa - anche se, onestamente, ammetto che quello verticale ha un suo perché in un Istituto Comprensivo, dove ci sono materne, elementari e medie.

@Senzapre7tese:
devo concludere che hai avuto una notevole sfortuna alle medie, compensata da una bella fortuna alle superiori. Meglio così, visto che alle medie hai fatto solo due anni ^__^

Senzapre7ese ha detto...

Credo che alle medie ci sia una maggiore attenzione delle famiglie, ancora di più nei paesi in cui ho lavorato, dove si conoscono un po' tutti e soprattutto i nuovi arrivati sono tenuti d'occhio. Non è che alle superiori ci siano meno carte da compilare, solo che poi quasi nessuno te ne chiede realmente conto.
Certo è un discorso generale, conta anche molto quanta voglia abbia il Dirigente di leggersi e correggere tutta la documentazione, registri, ecc. e quanta i colleghi di dedicarsi a ogni attività inutile sia loro richiesta. Io ho trovato la mia dimensione e non mi sposto più. :-)

p.s. riunioni e documentazione a parte, il primo dei due anni alle medie è stato uno dei miei migliori anni scolastici (per il rapporto con alunni e colleghi) il secondo in assoluto il peggiore. Perciò non ho emesso un verdetto sull'insegnamento alle medie.

Murasaki ha detto...

Ecco, sì: non sempre il DS ha voglia di leggere tutta la documentazione, o almeno di controllare che ci sia. No, non sempre ^__^

Murasaki ha detto...

Aggiungerei: per nostra grandissima fortuna!

la povna ha detto...

Alle superiori di ci sono meno riunioni di dipartimenti, indirizzi, etc, meno collegialità, mediamente. Di certo i nuclei fondanti vengono chiesti, in specie ora, con il nuovo Rav, ma probabilmente si portano lì cose che alle medie c'erano già.
Anche se, concordo con te, il discrimine a mio avviso resta quello di essere in un ambiente con la maggioranza delle persone dotate di neuroni.