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lunedì 9 novembre 2015

Lunedì film - Il destino di un cavaliere (Film per le medie)


Trovare dei buoni film storici sul medioevo adatti ad essere visti alle scuole medie non è impresa facile per l'insegnante, specie quando l'insegnante è piantagrane e pure medievista come nel mio caso, senza contare che il medioevo si fa in prima, massimo inizi della seconda, quando i ragazzi hanno talvolta difficoltà a seguire una trama storica troppo complessa. Il nome della rosa per esempio è fatto piuttosto bene ma un dodicenne può avere i suoi problemi a seguirlo in tutte le sue implicazioni. Inoltre è un po' lugubre. 
Ecco, la maggior parte dei film moderni sul medioevo è lugubre e ama indulgere con morboso compiacimento in scene di bieca miseria e ferocia e prepotenza. Due palle da non dirsi.

Il destino di un cavaliere (uscito nel 2001 per la regia di Brian Helgeland) non ha niente di lugubre, e permette di approfondire un argomento assai gradito: la cavalleria, con relativi tornei. Ci sono un sacco di armature che recitano benissimo, molte scene di combattimento spettacolare, poco sangue e una trama molto chiara. Inoltre c'è un protagonista bellissimo (il compianto Heath Ledger) che sta d'incanto sia con l'armatura che senza ed è molto bravo




più un bel gruppo di ottimi attori e una bella storia d'amore che si richiama molto bene all'amor cortese - dove la dama, come ogni medievista sa, non veniva idealizzata bensì assai corteggiata e considerata, in nome di un amore assai concreto e terreno ma che non presenta l'ombra di una scena inadeguata al contesto scolastico. Maschi e femmine possono dunque seguirlo con pari godimento e senza troppo impegno, divertendosi insieme in perfetta sintonia. Infine, a completare i suoi molti pregi, questo bel film è allietato da una colonna sonora decisamente rock (in effetti purissimo rock anni '70) che inizia con una canzone apprezzatissima dalle giovani generazioni nonostante i suoi quarant'anni e che illustra a meraviglia l'atmosfera di un torneo



e termina con un altra canzone assai famosa sui titoli di coda:



La storia, dicevo, è piuttosto lineare ma non piatta: nell'Inghilterra del tardo XIV secolo un giovane scudiero sostituisce in un torneo all'ultimo momento utile il suo padrone, morto all'improvviso, per il duello finale, e in qualche modo riesce a vincere. A quel punto decide di continuare l'avventura, aiutato dagli altri due scudieri, e con i soldi vinti al torneo si compra il necessario per un po' di addestramento. 
Al gruppo si uniscono poi Geoffrey Chaucer, scrittore di belle speranze e di grande cultura ma con una deplorevole inclinazione per il gioco d'azzardo che lo ha assai spogliato dei suoi beni terreni quando incontra l'aspirante cavaliere



e che lo provvederà di documenti e patenti false per iscriversi ai tornei; e infine una giovane vedova che ha rilevato l'attività del marito, fabbricante di armature di grande talento e maestria.
Provvisto di patenti false, di armatura vera (e molto resistente), di talento naturale e di molta fortuna il falso Ulrich von Liechtenstein vince molti tornei e il cuore di una damigella di alto lignaggio e naturalmente si fa un Grande Nemico che nel corso del film si rivela sempre più odioso (oltre che molto deciso ad ottenere la mano della damigella amata da Ulrich). Verso la fine l'inganno viene scoperto e Ulrich si ritrova letteralmente messo alla gogna per aver rifiutato di fuggire (dimostrando così di avere completamente assorbito il codice cavalleresco o, a scelta, di essere comunque un vero cavaliere nell'animo) ma a salvarlo e a restituirgli onore e patenti di nobiltà più un titolo vero interverrà niente meno che il Principe Nero, erede del trono d'Inghilterra; e tutto finisce molto, molto bene.

Il film dura due ore e un quarto ed è perfettamente calibrato per tenere sempre desta l'attenzione dello spettatore senza stordirlo. I personaggi sono tutti simpatici (tranne il rivale infido, naturalmente) e Ulrich anche più degli altri. La sceneggiatura è brillante, con momenti di pathos accortamente distribuiti. I combattimenti sono brevi ma significativi e non manca il tempo di descrivere sia il funzionamento dei tornei che l'etica cavalleresca. Ottima anche la fotografia.
Proiettarlo su uno schermo grande come una LIM gli rende maggior giustizia. 



L'insegnante non corre alcun rischio di annoiarsi né alla prima né alla terza visione (e se l'insegnante sono io sarà disponibile anche per una quarta, una quinta e pure una settima). In effetti si tratta di un film molto apprezzato.
I più rigorosi possono precisare che il film è ambientato a cavallo tra gli anni sessanta e settanta del XIV secolo ma le armature sono in prevalenza un po' successive. La scheda del film su Wikipedia fornisce tutti gli elementi storici necessari che l'insegnante deciderà come e in che misura ammanire alla scolaresca.

6 commenti:

Linda ha detto...

Un film addirittura divertente, cosa che non guasta mai, soprattutto all'età dei tuoi ragazzi!

la povna ha detto...

L'ho visto a Cambridge, e mi ricordo di averci riso sopra come non mai. Che cosa mi hai ricordato!

Beth ha detto...

Ben ritrovata Murasaki e ottima segnalazione: è un film che ho mostrato l'anno scorso alle mie due prime con buon successo ed è uno dei pochi, come dici tu, che tiene ben desta l'attenzione dei fanciulli.
Apprezzatissima la colonna sonora, un bel tocco di originalità, secondo me, per un film sul Medioevo.

Una domanda: ma Il Nome della Rosa non è addirittura vietato ai virgulti delle nostre classi? O forse ricordo male io.

acquaforte ha detto...

Com'era bello e tormentato Heath Ledger! e come apparivano maschi, coraggiosi, temerari gli uomini nelle loro armature, che tra l'altro dovevano essere ben scomode!
Ricordo con piacere il film perché amo il romanzo storico, anche quando ci sono imprecisioni temporali, che io comunque mi ritengo giustificata a non riconoscere. Ma se la storia è bella, cosa importa. .....
Robbie Williams sa fare spettacolo, anche quando imita la camminata del mai dimenticato Mercury. Bel post, bella musica, grazie Murasaki.

lanoisette ha detto...

Anch'io lo ricordo con piacere, mentre mi ha sempre lasciato perplessa Il primo cavaliere (nonostante Richard Gere e Sean Connery).
Ricordo altresì con piacere (ma la visione risale ad almeno 20 anni fa) Dragonheart e LadyHawke - e, ovviamente, la Ricerca del Sacro Graal dei Monty Python (ho anche una foto del Benza davanti al castello su cui si apre il film - e pure una di me medesima davanti a quello di Highlander).

Murasaki ha detto...

@Linda:
...e anche all'età dei loro insegnanti, in effetti ^_^

@la povna:
Chi può guarda in lingua originale al momento dell'uscita, gli altri si arrangeranno con le repliche su Sky nelle sere d'inverno dedicate al focolare domestico... dove abbiamo riso parecchio tutti quanti!

@BETH:
Non ricordo, ma in effetti potrebbe - anche se poi, quando arriva la terza media, gli facciamo davvero vedere di tutto. Però in effetti non è un film per ragazzi di undici-dodici anni, e non ricordo di averlo mai visto circolare per le scuole.

@acquaforte:
Oh sì! E stante che purtroppo su Freddie Mercury nlon si poteva più contare per mandarlo sul set, Robin Williams è stato un eccellente ripiego :)

@La Noisette:
Il primo cavaliere mi ha perplesso sin dalle recensioni e dopo breve meditazione decisi di lasciarlo a chi lo voleva. Dragonheart è un classico, e fu molto apprezzato al cineforum sui mostri, LadyHawke è un film squisito e probabilmente il prossimo di cui parlerò, anche quello adattissimo e apprezzatissimo. Ma per vari e numerosi motivi con cui non ti tedierò, e nonostante apprezzi moltissimo i film dei Monty Pithon, NON credo che li farò mai vedere a scuola...