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venerdì 17 luglio 2015

Storie di giovani maghi - (a cura di) Isaac Asimov


Nei rarissimi momenti liberi in cui non scriveva romanzi (gialli, di fantascienza e quant'altro) né testi scientifico più o meno divulgativi, e nemmeno leggeva o dormiva, il prode Isaac Asimov curava antologie di vario genere, e infatti ne ha sfornate una quantità impressionante.
Quella che vado oggi a presentare è stata assemblata nel 1987 e contiene dieci racconti di letteratura fantastica. In Italia è arrivata solo nel 1998 e dalla copertina sono spariti gli altri due curatori, Martin H. Greenberg e Charles G. Waugh - citati a malapena, piccoli piccoli, nel copyright. 
Attualmente si trova negli Oscar Junior Mondadori e ha un prezzo decisamente contenuto.
Asimov ha scritto la prefazione, dedicata alla noia della moderna tecnologia, che funziona con monotona regolarità (al contrario della magia che lascia sempre un certo spazio all'imprevisto) ma non compare tra gli autori dei dieci racconti.

I dieci racconti, scritti a partire dal 1947, sono stati scelti con oculatezza e sono di ottima fattura e piuttosto variegati. I giovani maghi (ma il titolo originale era  "Maghi e streghe", e i racconti sono divisi rispettando le pari opportunità) sono, appunto, molto giovani, bambini o giovanissimi adolescenti, che si scoprono un improvviso talento per la magia o che si accingono a studiarla o che hanno ereditato questo dono venendo da magica stirpe oppure, semplicemente, sono maghi perché sono bambini e i bambini sanno tutto della magia. Ce ne sono di struggenti, di inquietanti e di divertenti (soprattutto Una giornata portentosa che è assai simile a una fiaba). C'è una bellissima storia di streghe - intese come streghe che venivano bruciate sul rogo nei futuri Stati Uniti - dove la magia infrange anche le leggi del tempo, c'è una storia d'amore ahimé alquanto impossibile (il primo racconto, scritto da un Bradbury in stato di grazia; ma quand'è che Bradbury non è in stato di grazia quando parla di bambini e adolescenti?) e c'è un interessante storia che parla di una ragazzina che deve affrontare l'esame di ammissione per entrare in un esclusiva scuola per streghe, dove i ritratti appesi alle pareti parlano e ascoltano e ogni riga fa venire in mente Hogwarts, che all'epoca non esisteva ancora ma che probabilmente proprio all'Esame di ammissione deve alcune sue caratteristiche.
C'è anche, come ultimo racconto, la storia di un ragazzino con un notevole talento nel disegnare i gatti - gatti tanto belli da sembrare che stiano per balzare fuori dalla pagina e andarsene in giro.

Il volume è un ottima lettura per bambini e ragazzi dai dieci anni in su, se appassionati di storie fantastiche, e si legge in poche ore. Secondo me dovrebbe funzionare bene anche come libro di narrativa per la prima media.
Comunque anche un adulto ben predisposto se lo legge molto volentieri, devo dire.

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di Homemademamma e auguro buone letture sotto l'ombrellone (o sotto il ventilatore) a chiunque passi di qua.

6 commenti:

la povna ha detto...

E' tanto che medito di lavorarci con una classe di primini, grazie di avermelo ricordato! :-) Che mi dici di Fantasmi e Mostri? Ne ho letto qualche racconto sparso, ma come raccolta italiana non l'ho mai avuta tra le mani.

genitorialmente Manu e Flavia ha detto...

Grazie del suggerimento, credo che mia figlia (13 anni) lo apprezzerà molto.

ciao
Flavia

dolcezzedimamma ha detto...

Ottimo consiglio! Valido anche per il Cucciolo

Murasaki ha detto...

Non sarà leggerino, per una prima superiore? La Giornata portentosa è davvero una favoletta...
Un messaggio di Charity (quella col processo alle streghe) comunque dovrebbe andare benissimo.

Quanto a Fantasmi e Mostri: le storie di giovani mostri, ahimé, al momento sono esaurite e quindi non te ne posso dire proprio nulla. I Fantasmi invece sono fra i compiti dell'estate, quindi presto potrò riferirti

@Dolcezze e Genitorialmente:
Credo proprio che saranno apprezzate ^__^

la povna ha detto...

Vorrei lavorare sulle variazioni tipologiche strutturali del racconto breve legate al concetto di genere e sottogenere, e dunque variazioni sulla fiaba da un lato, possibili serbatoi intertestuali per future grandi opere dall'altro mi sono utili, proprio perché sono base: come sappiamo bene, nulla è leggero o pesante, dipende dal lavoro che ci si fa sopra, e le variazioni sul tema del fantastico (vista anche la sua qualità di modo più che di genere) sono molto utili in questa direzione. Ovviamente non sarebbe una lettura mensile, ma propedeutico a una lettura mensile (Carmilla, per esempio, se la personalità dei nuovi primini me lo consentirà). Ma era tantissimo che non lo leggevo (lo lessi nel 1999 quando scrivevo il primo libro sulla letteratura giovanile) e devo dire che mi ricordavo bene solo la Giornata e il Buio (per le ovvie assonanze con King), che saranno sicuramente due su cui lavorerò, insieme all'introduzione che è sempre utile per far capire le vicinanze tra sci-fi, fantasy e fantastico (e Jameson è un po' troppo per loro, almeno in prima!). Lo sto finendo di rileggere ora e devo dire che mi pare che nostra signora J. K. Rowling ha attinto a mani basse. Anche La strega d'aprile, con questa strega che prova a fare innamorare di sé il babbano Tom, devo dire... ;-)
Su Fantasmi e Mostri nel frattempo me li sono procurati. I Mostri in comodo e-book (if you wish...), i Fantasmi nella banale biblioeca comunale... A questo punto mi mancano solo gli Alieni, ma credo che farò una pausa, prima.

Murasaki ha detto...

Sorry, come non scritto. Continuo a dimenticarmi che facciamo due lavori diversi ^__^