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mercoledì 17 giugno 2015

Samantha Cristoforetti (che non ha fatto niente di speciale)

Da bambina volevo diventare astronauta: erano gli anni dello sbarco sulla Luna e in casa mia circolava anche un po' di fantascienza.
Chiesi a mia madre cosa avrei dovuto fare.
"Prima di tutto si deve essere americani" fu la pragmatica risposta. Disse poi che dovevo fare ingegneria spaziale all'università e imparare benissimo l'inglese, e a quel punto avrei potuto anche andare negli Stati Uniti a specializzarmi. Non accennò neanche di lontano che il fatto di essere donna potesse crearmi qualche intralcio, anzi mi parlò di Valentina Tereshkova.
Più avanti ripiegai sull'astronomia: in fondo avevamo Arcetri assai vicino, e pure un astronoma toscana di gran rinomanza: Margherita Hack, sissignori.
Quando mi chiedevano cosa volessi fare da grande, rispondevo "astronoma" invece che ballerina o maestra, come tutte le mie compagne.
Non ricordo quando misi il sogno nel cassetto: guardavo volentieri i film e i telefilm di fantascienza, leggevo qualche libro e mi interessavo di stelle e pianeti, ritagliando i servizi fotografici delle sonde che andavano sempre più lontano nel sistema solare; ma quando nella mia vita entrarono Star Wars e Star Trek, Capitan Harlock e Gundam e, a un certo punto, perfino i raccoglitori col materiale dell'ESA, (European Space Agency) che catalogai durante il mio stage agli archivi storici della Comunità Europea, ero ormai molto più orientata sul  medioevo che sui viaggi interstellari - e va detto che non sono due mondi facili da mettere in comunicazione.

Il capitano Samantha Cristoforetti è nata sedici anni dopo di me, quando già l'Unione Europea non era più soltanto il MEC (Mercato Comune Europeo) e l'ESA mandava i suoi primi vagiti. Quando era ragazza la Cortina di Ferro cadde, l'Europa improvvisamente si allargò e le donne italiane cominciarono ad entrare nell'esercito. Quei sedici anni di differenza aprivano degli spiragli sul mio sogno.
In tutti i casi, lei non si è limitata a guardare telefilm sospirando quando entrava in scena il maggiore Char, né ha perso tempo a cazzeggiare con le saghe cavalleresche e il latino medievale: si è effettivamente laureata in ingegneria meccanica (in Germania), ha imparato non solo l'inglese ma anche il francese, il tedesco e il russo (lingua che nell'astronautica ha un suo perché),  ha fatto l'Accademia Areonautica, preso una laurea in Scienze dell'Areonautica ed è pure ndata negli USA a specializzarsi nella nobile arte del volo. Vola che ti volo, ha poi finito per vincere una selezione per astronauta e la partecipazione a una missione nello spazio della durata di sei mesi, diventati otto strada facendo. E' così diventata la prima astronauta italiana, al contrario di me, e da quando l'ho sentita nominare per la prima volta provo nei suoi confronti un ammirazione sconfinata e un invidia altrettanto sconfinata, condita da qualche "chissà se avrei potuto anch'io..." (non credo proprio che avrei potuto: con gran fatica ho imparato un po' d'inglese, muovermi da casa mi è sempre stato gran fatica e mi sento molto più a mio agio con una saga cavalleresca che con un trattato di matematica tra le mani, per tacere del fatto che alle medie non sono mai riuscita nemmeno ad arrivare nemmeno all'otto anche se mi divertivo molto quando c'erano da ruotare le figure geometriche). Così la seguo con molta attenzione e mi ci sono pure identificata un po'. Tra l'altro abbiamo in comune una certa venatura nerd.

Samantha, detta anche Sam (Sam? Come lo zio Sam e il prode portatore dell'Anello Sam Gamgee? Ebbene sì) e AstroSamantha (perché a un certo punto tra gli astronauti di ESA e NASA è diventato di moda chiamarsi AstroQuelCheSono negli account) è infatti andata in missione portandosi dietro la maglietta di Star Trek; così la morte di Leonard Nimoy non l'ha colta impreparata e ha potuto commemorare il nostro esploratore spaziale preferito vestita in modo adeguato, facendosi fotografare con le dita aperte nel celebre saluto vulcaniano di "Lunga vita e prosperità" (ma non è stata certo l'unica: tanti astronauti e scienziati di tutto il mondo hanno commemorato con gran cordoglio la morte di Mr. Spock come se fosse stato il loro più caro amico d'infanzia; perché, come molti sono diventati medievisti per avere letto Tolkien, parecchi devono aver scelto carriere aereonautiche dopo aver guardato e riguardato Star Trek). Tutti i nerd italiani l'hanno adottata per le sue citazioni da Star Trek, dalla Trilogia Galattica e simili e tutti hanno (abbiamo? Sì, abbiamo) provato un piacere particolare ad avere in missione nello spazio la nostra sorellina d'elezione.

Per questo sono rimasta molto (spiacevolmente) colpita vedendo il profluvio di critiche, una più idiota dell'altra, che il capitano Sam si tira addosso, in rete e non solo, sin dall'inizio della sua missione qualsiasi cosa dica o faccia.
Per farsi un idea della vastità del fenomeno basta lanciare su Google una ricerca su "Samantha Cristoforetti insulti sul web" (che riporta anche insulti presi dalla stampa e dalla televisione); a Novembre la redazione di Orgoglio Nerd ha anche stilato una classifica su "I Dieci peggiori commenti su Futura e Samantha Cristoforetti", ma poi immagino che abbia rinunciato perché il fenomeno non ha mai accennato a placarsi e ha anzi raggiunto nuove sublimi vette quando il capitano Sam è tornato a terra.

Le lamentele a suo riguardo sono come minimo stravaganti: ma chi è questa qua, ma quanto rompe, ma che farà di tanto speciale lassù, che poi ci costa un occhio, perché mai dovremmo lodarla, fa soltanto il suo lavoro, e poi la pagano anche, e la sua missione non serve a niente, perché è considerata un eroina, c'è tanta gente più brava di lei che fa cose più importanti... 
Qualcuno ha parlato di maschilismo, ma mi sembra riduttivo: prima di tutto perché, al contrario, molti uomini hanno mostrato di apprezzarla e tenerla in gran considerazione, poi perché le critiche vengono spesso anche da donne. Più che di maschilismo mi sembra quindi il caso di parlare di idiozia pura, che è cosa che travalica i limiti di genere - l'ultimo caso balzato agli onori della cronaca è un commento di mano femminile che ha portato alla sua autrice una invasione di gattini di protesta (che l'ha irritata moltissimo).

Intendiamoci: gli apprezzamenti sul fatto che l'hanno scelta perché anche nelle basi spaziali serve che qualcuno cucini e lavi i piatti, o che è stata selezionata in cambio di prestazioni di vario genere sono, per quanto ne so, un esclusiva maschile. Tuttavia molte donne si sono unite ai filoni più cospicui di critiche: quello del "maquantoseneparlasant'iddiochepalle", il "maccheffaràditantospeciale,boh" e il più irritato "Maquantocicosta'staqua".
Quel che salta agli occhi è che gli autori di questi commenti, maschi o femmine che siano, mostrano di avere un livello culturale piuttosto basso - evidenziato anche da un ortografia e una sintassi decisamente personali.
Per quel che ricordo, un tempo il popolo incolto mostrava gran rispetto formale per tutto ciò che poteva collegarsi alle parole "scienza" e "cultura" - un rispetto che oggi è decisamente calato.
"Bella forza" si risponderà "Oggi la cultura e la scienza non servono a niente, chi studia non viene ripagato, i soldi si fanno in altri modi".
Per l'appunto il capitano Samantha è invece un caso in cui un lungo percorso di studi ben ponderati ha portato i suoi frutti: la signora ne ha ricavato popolarità e fama, nonché laute retribuzioni - magari non all'altezza di quelle percepite dai  vari manager incaricati di gestire male ferrovie, banche e servizi vari, ma comunque buone; in più fa un lavoro che le piace e per il quale è pienamente qualificata. Davvero irritante, dobbiamo convenirne; tanto più in un momento in cui si sta cercando di avallare (con un certo successo, sembrerebbe) la teoria che la ricerca scientifica serve solo a buttar via soldi, che già ne abbiamo così pochi.
E forse il problema è tutto qui: vedere qualcuno che in Italia ha guadagnato gloria, onori e quattrini seguendo con rigore un duro percorso di studi e dopo essere stato selezionato in base a criteri rigidamente meritocratici è cosa che mette in crisi tutti i più sacri fondamenti su cui si basa al momento la nostra società. Il fatto che questo qualcuno sia in realtà una qualcuna è solo la ciliegina finale sulla torta.
Perché, signori miei, dove andremo mai a finire se salta fuori che a questo mondo si può far carriera e soldi non per parentela, non in cambio di illecite prestazioni sessuali, non poggiandosi a deplorevoli cordate demoplutogiudaicomassoniche ma per merito e per volontà? 
Tremo al solo pensiero.

8 commenti:

lanoisette ha detto...

La gente è idiota, Samantha è un mito.

Linda ha detto...

Mi duole dirlo, ma spesso le donne sono le peggiori nemiche della Donna. Invidia, presunzione, limiti culturali,insana competizione, masochismo... non so, resta il fatto che proprio da chi ci aspetteremmo comprensione e partecipazione, troviamo ferocia e accanimento.
E comunque, a parte tutto, la signora autrice del post tra qualche anno non la ricorderà nessuno, mentre Samantha rimarrà nella Storia.

acquaforte ha detto...

Il tuo post di oggi mi ha portato indietro nel tempo, quando anch'io, molto prima di te,ritagliavo fotografie di aerei da incollare su quaderni. Mio padre era capomacchinista sulle navi della Regia Marina di stanza a Pola e grande appassionato di fantascienza. Nella mia adolescenza, se escludo Piccole Donne, ricordo di aver letto solo fantascienza, la gloriosa collana Urania Mondadori, di cui conservo ancora qualche numero. E ricordo la delusione e incredulità per la Laika, Gagarin, Valentina Terescova, "i russi primi nello spazio!" Una bestemmia negli anni '60. Eppoi Star trek, Spazio 1999, Star Wars, e Galactica, ecc..
Non mi meravigliano certe critiche a Sam. Per quelli che credono alle cure miracolose, all astrologia, etc, lei è una figura incomprensibile. Una che ha sognato in grande e lavorato sodo, che ha vinto una selezione tra 8000 candidati dove il più sfidato era Ironman, "non può essere un esempio per le ragazze" come si è espresso un "autorevole" giornalista che scrive su Il Foglio.
Mi disturba di più un certo snobismo, certe accuse di protagonismo, quasi Sam avesse partecipato all Isola dei Famosi, e non invece volesse far partecipi tutti noi della meraviglia che stava vivendo.
Quindi, siccome non sono capace di esprimere profondi concetti, prendo in prestito la penna di altri:
Contro la stupidità, neanche gli dei possono nulla (e cito Asimov, non Schiller, che ti credevi!)
e Salomone : I saggi fanno tesoro della scienza, ma la bocca dello stolto è un pericolo imminente.
E se lo diceva già lui ai suoi tempi, allora la strada è davvero lunga.

ammennicolidipensiero ha detto...

sottoscrivo ogni singola parola.
credo di essermi perso la seconda caratteristica, ma forse non l'hai semplicemente sottolineata come tale.

p.s. a margine: ti facevo mai coetanea. invece, con grande sorpresa, apprendo che 14 anni ci dividono. posso dire che li porti bene?

acquaforte ha detto...

Ovviamente, il più SFIGATO era Ironman. ....maledetto correttore....

Murasaki ha detto...

@LaNoisette:
assolutamente sì.

@Linda:
Avrai forse notato che NON l'ho nominata ^__^
Non c'è dubbio che che donne possano essere molto cattive tra loro; il punto è che alcune donne SONO molto cattive. Quando ero ragazza si parlava molto di sorellanza e solidarietà femminile ma, temo, la solidarietà resta tuttora un bene raro nell'umanità (raro, ma per fortuna non introvabile)

@Acquaforte:
La bocca dello stolto è invero un pericolo continuo, e mai egli tace o si concede un po' di riposo!
Ma per la prima citazione, lo confesso, ero ferma a Schiller. E del resto con Asimov si vince facile: ha scritto tanta di quella roba che non potrai mai essere sicura che Non abbia detto questo o quello ^__^
(A casa mia invece facevamo il tifo per i russi, anche se con moderazione).

@Ammennicoli:
Non l'hai persa, sono io che non l'ho scritta: avrebbe dovuto essere appunto la capacità di scatenare commenti idioti, poi ho cambiato la struttura del post e non devo aver riletto quella parte. Adesso ho corretto, grazie ^__^
p.s. Grazie ^__^ In realtà è una caratteristica che mi porto dietro da sempre: sono sintonizzata sulla generazione successiva per interessi e preferenze. Non so com'è andata ma è così.

acquaforte ha detto...

In realtà, Asimov dice : Contro la stupidità, neanche gli Dei possono nulla?
Ci scrisse un romanzo in 3 parti nel 1972 ( Neanche gli Dei). Parla di un universo alternativo e della possibilità di modificare le prospettive del nostro Universo. Il punto interrogativo cambia il senso della frase di Schiller, in modo ottimistico. Già, l'ottimismo. Ne abbiamo un gran bisogno oggi.
Samantha ha dimostrato di possedere sapere, entusiasmo, coraggio, semplicità, qualità di una vera scienziata. Per questo passerà alla storia.

Murasaki ha detto...

Sentito nominare, ma non letto. Quasi quasi provo a cercarlo, un po' di ottimismo contro la dilagante stupidità umana (mia per prima, si capisce) mi farebbe un gran bene in queste settimane ^__^