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venerdì 24 gennaio 2014

L'estate degli inganni - Adelchi Battista



Se il titolo lascia immaginare una storia di amori e tradimenti, dove il passato è una terra straniera in cui le cose funzionano in modo diverso, l'aereo in copertina potrebbe forse mettere sulla buona strada - per quanto, con tutto il rimescolarsi di gente che c'è stato nel corso della seconda guerra mondiale, sappiamo tutti che molte promesse furono infrante e molti amori nacquero e vissero di vita breve.
Nel libro però di amore non c'è traccia; né di quell'ineffabile sentimento che unisce due e talvolta tre persone nello slancio della passione, né di alcun altro tipo di amore, vuoi quello materno o paterno, vuoi quello per la patria, per l'onore, per il dovere, e nemmeno dell'amor proprio, inteso come rispetto di sé. 
Si tratta infatti del racconto delle vicende che traghettarono l'Italia dall'arresto di Mussolini, avvenuto il 26 Luglio 1943, fino all'armistizio a firma di Badoglio e il rapimento di Mussolini ad opera dei tedeschi, il 10 Settembre. Il seguito viene risparmiato al lettore, ma è abbastanza noto da altre fonti.
Avete un raffreddore e cercate una lettura un po' consolante? Questo libro non fa per voi. Avete un pur lieve mal di stomaco? Scansate come la peste il presente volume. 
Volete seguire una dieta? Ecco, forse in quel caso potrebbe esservi utile, perché leggerlo fa passare l'appetito.

In copertina viene definito "romanzo", ma in realtà di romanzato non c'è nulla. Il libro alterna documenti di vario tipo a scene ricostruite sulla scorta di diari, memorie e verbali. E' un tipo di forma narrativa non nuovo per la ricostruzione storica di un evento. L'argomento è invece relativamente nuovo, almeno per il lettore medio, perché ricostruzioni così dettagliate per quei quarantacinque giorni mancavano, fino ad ora. Per chi, come me, è affascinato da quell'incredibile guazzabuglio che è stato l'8 Settembre, nodo cruciale della storia italiana, è una lettura davvero interessante.

Mussolini venne arrestato per poter avviare le trattative con gli Alleati. Ma siccome in Italia c'erano un sacco di truppe tedesche, Badoglio e il re scelsero una strada invero assai contorta per convincere gli Alleati ad occuparsi delle truppe naziste e nel contempo  convincere Hitler e il comando nazista che l'Italia era un fedele alleato. Il risultato di sì fine strategia fu che i nazisti, per niente convinti (a ragione) della buona fede italiana mandarono molte e molte più truppe in territorio italiano, mentre gli Alleati mandarono a dire che sì, ben volentieri, ma prima di tutto l'Italia doveva firmare una resa incondizionata - cosa, quest'ultima, che né Badoglio né il re volevano ma che alla fine di cotanto tira-e-molla dovettero comunque firmare.
Le trattative con gli Alleati furono gestite in modo tanto superficiale quanto schizofrenico, e li rese ben più diffidenti del molto che già erano, insospettendo vieppiù nel contempo i tedeschi che, dal canto loro, non erano comunque immuni dal sospetto a prescindere.
Se all'inizio il lettore ha l'impressione di perdersi un po' tra i vari generali e ministri, pian piano comunque la trama lo cattura e ad ogni nuova pagina si domanderà incuriosito (e stomacato) quale altra immonda figura di merda riusciranno a collezionare gli italici governanti e il loro degno capo Badoglio.
Disordine, cialtroneria, tresche interne, superficialità, disorganizzazione senza pari e una leggerezza addirittura sublime porteranno infine alla firma di un armistizio di cui buona parte dei ministri e dello stato maggiore non sapevano niente, a una fuga iniziata in modo inconsapevole e continuata per forza d'inerzia, dove il re non sa e non vuol intervenire, Badoglio interviene a modo suo e tutto l'esercito, dalla più modesta recluta ai principali comandanti, viene abbandonati a sé stesso senza istruzioni né vie d'uscita - per tacere degli inermi civili.

Per quanto stomachevole, il libri vale senza dubbio il prezzo dell'acquisto (19 euro) o almeno una visita in biblioteca.
Sconsigliatissimo a bambini e giovinetti sotto i quindici anni perché l'età dell'innocenza va pur tutelata.

Con questo post partecipo, in modo assai meno dilettevole del solito, al Venerdì del Libro di Homemademamma e mi auguro di cuore che i consigli degli altri partecipanti mi suggeriscano qualcosa di più piacevole. 

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