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venerdì 13 dicembre 2013

Lo schiaccianoci. Una fiaba di Natale - E.T.A. Hoffmann + Alexandre Dumas



Siamo ormai sotto Natale e ormai da più di un secolo una delle colonne sonore più classiche del Natale è quella dello Schiaccianoci, balletto in due atti composto da Chajkovskj nel 1892. 
Si tratta di un balletto di assai grande e colorato effetto, dove non si risparmiano fiocchi di neve e piogge di fiori, costumi colorati e complicatissime acrobazie sulle punte, funghetti e dolcetti e danze tradizionali dei più vari paesi.
A teatro dura un'ora e mezzo più intervallo, ma Chajkovskj ne trasse anche una suite di una ventina di minuti, che è quella che più facilmente si ascolta su disco. Quasi sempre però, sotto Natale, qualche corpo di ballo ex-sovietico arriva nelle  città italiane e lo danza per la gioia dei bambini (e soprattutto delle bambine che spesso attraversano una breve fase in cui sognano di fare la Fata Confetta) e di chi, come me, adora ogni singolo attimo di questo balletto.
La storia è ambientata alla vigilia di Natale, in una famiglia più che benestante. Un grande albero di Natale in fase di decorazione troneggia sullo sfondo, parenti e amici passano a trovare la famiglia e lasciano regali per i bambini;  uno di questi regali, consegnato dal padrino della figlia maggiore Clara, è un grosso schiaccianoci di legno in forma di ufficiale, con divisa colorata e aria intrepida e fiera. Nel corso della serata, a forza di schiacciare noci, lo schiaccianoci si rompe ma il padrino lo aggiusta. Infine tutti vanno a dormire MA nella notte Schiaccianoci è attaccato da dei cattivissimi topi, uno dei quali è il padrino, o almeno sembra, forse, chissà, che sia lui. Clara interviene e con un colpo di pantofola sconfigge il topastro cattivo. Per riconoscenza Schiaccianoci, che da pupazzo di legno è diventato un bel giovane finalmente libero da una crudele maledizione grazie al coraggioso intervento della ragazza, la porta nel paese di cui è principe. I due danzano e guardano danzare, fanno un bellissimo passo a due dopo il celeberrimo Valzer dei Fiori e finiscono il balletto da innamorati.

Messa così la trama ha diversi punti oscuri, primo fra tutti il ruolo del padrino che di giorno è una persona gentile e molto apprezzata da tutta la famiglia di Clara e di notte si trasforma in malvagio topastro. Quando si arriva alle fonti letterarie però le cose diventano ancora meno chiare, perché Clara, che nei racconti si chiama Marie... ha nove anni, e il suo matrimonio col principe avviene, con regolamentare consenso dei genitori, un anno dopo gli avvenimenti ivi narrati, per tacere di un sacco di altre questioni che riguardano, tra l'altro, statuine di zucchero e una noce impossibile da schiacciare.

Due anni fa l'editore Donzelli decise di fare un'opera meritoria agli occhi dei fanatici-da-Schiaccianoci nelle cui file mi vanto di militare sin dalla più tenera età, e ha raccolto in un libro entrambi i racconti dai quali il balletto, in maniera piuttosto libera, trae spunto.
Il primo racconto è di E.T.A. Hoffmann, si intitola Schiaccianoci e il re dei topi e risale al 1816. Nel 1845 Alexandre Dumas riscrisse la storia in francese col titolo Storia di uno schiaccianoci cambiando un po' la trama e, ufficialmente, fornendo a Chajkovskj la storia per il balletto - anche se il minimo che si può dire è che nel balletto ci sono stati un bel po' di ulteriori cambiamenti. 
Il libro è poi impreziosito da ben 62 bei disegni originali (e in parte a colori) di Aurelia Fronty. Il bel volumetto che ne viene fuori costa sui 24 euro. Sarà un regalo gradito a qualsiasi fanatico/a dello Schiaccianoci a prescindere dall'età e le illustrazioni sono comunque molto carine. Inoltre, averlo in casa vi lascerà la rasserenante certezza di potervi togliere in ogni momento qualsiasi dubbio sulle origini della storia di Schiaccianoci che rischi di turbare la quiete del viver vostro.

Detto questo, prima di ammanirlo a un bambino che dello Schiaccianoci si interessi il giusto, e soprattutto che non sia un robusto e assai paziente e onnivoro lettore, ci penserei bene tre volte e poi non ne farei di nulla. Hoffmann e Dumas sono senza dubbio grandi scrittori, e l'arte di intrattenere i lettori non gli manca di certo, ma per leggere queste due lunghe fiabe ci vuole una certa dose di pazienza perché l'estrema zuccherosità (l'aggettivo non è scelto a caso) della storia può seriamente mettere a rischio non solo la dentatura del destinatario, ma anche la sua sopportazione. Diciamo che è un caso in cui gli anni si sentono, e il lettore ideale per questo libro è adulto e piuttosto resistente.

E' uno sconsiglio? Assolutissimamente no. Come ho detto, per gli appassionati del balletto sarà un dono più che gradito, ancor più se in casa ci son dei bambini o dei ragazzi parimenti appassionati.
Caso mai qualcuno volesse osservare che, a quel punto, il target dei destinatari non sembra vastissimo non potrò che dargli ragione. Io, comunque, ne ho tratto gran piacere e sono molto lieta di averlo nella mia libreria - sezione musica.

Con questo post partecipo al Venerdì del Libro di Homemademamma e auguro buone feste e soprattutto un felice pre-Natale adeguatamente zuccheroso a tutti gli altri partecipanti e a chiunque passi di qua. Possa la Fata Confetta coprirvi di dolci!

10 commenti:

wolfghost ha detto...

ahah ma grazie! Però io ne mangio solo il giusto, di dolci! :-D
Un post molto allegro e curioso, mi è piaciuto ;-)
... ma il libro lo lascio ad altri! :-D
Se non ci riscriviamo... un caro augurio di un sereno Natale!

www.wolfghost.com

lanoisette ha detto...

ricordo una recita di terza o quarta elementare, sullo Schiaccianoci...

Monica ha detto...

Il libro ispira me, lettrice onnivora e ballerina mancata (no, danzatrice su ghiaccio, mancata. Il fatto di abitare in pianura ha seriamente ostacolato il sogno...). Il mio maschiaccio mi sa che non apprezzerebbe.
La fata Confetta la tengo lontana:a)sono a dieta; b)sono una strega;)
Un abbraccio prenatalizio,
Monica

la povna ha detto...

Noi lo facciamo spesso a scuola (con l'Onda solo Hoffmann e poi con gli Anatri parlando di adattamenti), legandolo anche alla questione del fantastico, perché se c'è una cosa che cambia da Hoffmann a Dumas è proprio il passaggio da perturbante a zuccheroso, che Hoffmann, per natura mi verrebbe da dire, non è zuccheroso ma viceversa gioca magistralmente con tutti i parametri del fantastico come modo.
Se non sbaglio, la parte tedesca di questo librino la ha tradotta la mia amica Fraulein: posso quindi garantire sull'assoluta qualità dell'operazione.

proferina ha detto...

sai il cartone dello schiaccianoci ai bimbi è piaciuto tanto, anzi ne abbiamo viste due versioni, però se mi dici che è più un libro per grandi aspetterò

Murasaki ha detto...

@Wolf:
nel regno della fata Confetta ti ritroveresti un po' a dieta, temo. In compenso il tuo dentista sarebbe contentissimo ^__^
Grazie degli auguri, ma naturalmente ci risentiamo prima

@ La Noisette:
BAH, io in terza e in quarta facevo demenziali rappresentazioni della Natività... un anno mi misero perfino a leggere un pezzo di Papini. Il Papini convertito, hai presente?
(Ma spero che tu NON abbia presente)

@ Monica:
Anch'io ho un passato di danzatrice sul ghiaccio mancata, per gli stessi motivi... e attenta perché oltre alla fata Confetta ci sono un sacco di statuine di zucchero ^__^

@ povna
all'occorrenza Hoffmann è anche zuccheroso... in modo perturbante, si intende. E fortunati i tuoi alunni, alla loro età io non sapevo nemmeno la trama.
La qualità dell'operazione editoriale comunque è fuor di discussione, disegni compresi.

@ proferina
I disegni ai bambini dovrebbero piacere, mi sembra. Per i due racconti ci vuole un po' di pazienza per chi legge, come ho detto. Magari, letti da qualcuno...

ha detto...

Sono "solo" 3 giorni che tento di trovare un attimo per commentare ;)
Interessante il tuo post, il libro sicuramente attira me come scrivevea Monica (pure io ballerina mancata, ma meglio così), perchè ho in mente altri libri da noi amatissimi di questo editore. Per la la mia piaccola per ora è una microballerina alle prime armi ;) è presto, però è una forte lettrice e si è già consumata (molto in anticipo sui tempi suggeriti), questo http://ilmondodici.blogspot.it/2012/12/libri-balletto-per-bambini.html se non lo conosci per un'introduzione alla storia del balletto è carino e semplificato senza però compiere scempi.

Linda ha detto...

Mentre leggevo il post, passavo in rassegna parenti e amici per trovare qualcuno degno di cotanto regalo. Ebbene, non l'ho trovato. Peccato, una sbirciatina gliela avrei data volentieri. ^__^

Linda ha detto...

Ehm, ti ho nominato da me. :-)

Murasaki ha detto...

@ Ci:
naturalmente non credo ci sia fiaba insopportabile, se letta da una voce amica... ^__^

@ Linda:
prima di comprarlo l'ho preso dalla biblioteca comunale...anzi, se non lo avessi visto a suo tempo sullo scaffale dei Nuovi Acquisti ne ignorerei tuttora l'esistenza - e sarebbe un vero peccato, per me