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mercoledì 22 maggio 2013

Ampi margini di miglioramento

Ryoga Hibiki, uno dei miei (molti) personaggi preferiti di Ranma 1/2. Proprio come me, non sempre trova la strada giusta al primissimo tentativo, ma sia io che lui siamo in buona compagnia.

Il triplice suono della campanella, seguito da quello della sirena dei pompieri, annuncia l'inizio della seconda prova di evacuazione dell'anno scolastico in corso. Prontamente io e tutti gli alunni della Seconda Effervescente ci infiliamo sotto banchi e cattedra, contiamo fino a trenta e poi riemergiamo. E fin qui tutto bene.

Prendo il registro e una penna e mi accingo a seguire la classe. La classe guizza, si dimena, serpenteggia. Sono divisi in tre tronchi di fila. Stanno discutendio su chi debba dare la mano a chi.
"Scusate, potremmo muoverci? Il terremoto incombe" chiedo con bel garbo.
Sempre divisa in tre tronconi, la triplice fila esce fortunosamente dalla classe. Gli aprifila si staccano e corrono via.
"Dove state andando?"
"Dobbiamo controllare se qualcuno è rimasto in bagno".
Mi mordo la lingua per non chiedere "Che cazzo è 'sta storia?". I due escono subito dal bagno dei maschi e si affrettano...
"Tornate indietro!" ruggisco.
"Ma dobbiamo controllare i bagni delle ragazze!".
"Li controllerà qualcun altro. Raus! Fuori!!"
(N.B.: al momento dell'allarme nessuno della classe era in bagno né in qualsivoglia altro locale della scuola che non fosse la classe istessa medesima).
I tre spezzoni, ormai diventati quattro, escono alla rinfusa. Due anguille guizzate in avanscoperta mi annunciano che il cancello posteriore del giardino è chiuso.
(Per la cronaca: tale cancello era chiuso per precisa disposizione dell'Ingegnere che sovrintende alla nostra sicurezza; ed era chiuso anche alla prima prova di quest'anno, si capisce).
"Usciamo da quello" dico indicando l'altro cancello da cui una prima sta appunto uscendo in modo ordinato e composto.
"Ma ci hanno detto che è pericoloso!".
"Non sarà più pericoloso che per la IB, e comunque sempre meglio che farci spiaccicare dalla scuola che sta crollando per il terremoto".
Qualcuno ne conviene. La classe cola fuori dal cancello in modo tutt'altro che ordinato, e certamente molto scomposto.
Da un anno porto quella classe a mensa, e né urla, strepiti e minacce, né garbati discorsetti che facevano appello al loro buon senso né calde esortazioni o sequestri di pallone sono mai riuscite ad ottenermi un gruppo decorosamente unito (decorosamente unito, non pretendo certo una compatta fila per due).
Mi fermo sotto l'albero nel parcheggio, come previsto da regolamento e attacco con l'appello.
"Crodegango"
"Presente"
"Rosvita" 
"Presente"
"Ildebrando da Soana"
Silenzio.
"Ildebrando da Soana!"
"E' qui, prof".
"Se sei qui perché non hai risposto?"
"Ma ho risposto, ho alzato la mano".
"Ottima idea, considerando che sei alle mie spalle e non ti posso vedere. Per favore, Rudperto, andresti a chiamare quel gruppetto? In teoria dovreste essere tutti radunati intorno a me mentre faccio l'appello".
Le pecorelle smarrite vengono richiamate, l'appello viene concluso, poi attacco la doverosa predica che esordisce con "Auguriamoci tutti che non venga davvero un terremoto mentre frequentate questa scuola, perché in quel caso le vostre possibilità di sopravvivenza mi sembrano davvero minimali". Come sempre ascoltano a testa bassa, poi si giustificano.
E' che alle elementari non abbiamo mai fatto le prove di evacuazione".
"Mai?" mi sorprendo. Le elementari sono alla nostra destra, ogni anno accogliamo i loro alunni, e mai alcuno di loro ci ha dato modo di sospettare di cotal carenza nella loro educazione.
"Solo una volta o due, in tutte le elementari".
"Cioè quando facevano le prove vi tenevano a scuola? Proprio e solo voi che avreste formato la futura Seconda Effervescente? Curioso, davvero".
Un barlume di ritegno li zittisce, una buona volta.
Compilo un verbale al calor bianco sullo svolgimento della prova e rientriamo in aula, dove la Russia con le sue bianche steppe ci aspetta.

Va da sé che nessuna delle altre classi della scuola si è nemmeno lontanamente sognata di fare un casino del genere.
(Nota a parte: i tre o quattro tronconi non si sono riuniti in una sola fila per semplice distrazione, non per particolari antipatie tra i componenti delle medesime).

10 commenti:

wolfghost ha detto...

eheheh li trovo simpatici... forse perché personalmente non ho a che farci chissà! :-D

Un salutone! :-)

www.wolfghost.com

Murasaki ha detto...

Certo che sono simpatici! Una classe adorabile, anche se a volte un po' esasperante... e sorte non voglia che arrivi mai un'emergenza vera, invece delle prove, o saranno una simpaticissima classe sepolta sotto le macerie.
(Oppure se la caveranno benissimo, chissà)

Saluti anche a te ^__^

lanoisette ha detto...

altro che croce e delizia, le prove di evacuazione sono croce e basta.

ellegio ha detto...

Quest'anno abbiamo un nuovo responsabile della sicurezza, che durante le prove di evacuazione registra quello che succede (il prof che si barrica in aula, i ragazzi che ne approfittano per qualunque cosa, il genitore capitato lì per caso che protesta che lui ormai è lì e dev'essere ascoltato subito..)
Poi ce li fa rivedere :-)
E' molto istruttivo...

Murasaki ha detto...

Il prof che si barrica in aula?!?!?
Sul serio?
Dài, racconta!

(comunque, ci fosse stato qualcuno con una bella telecamera digitale, con noi avrebbe fatto davvero delle riprese davvero istruttive. Col resto della scuola, invece, avrebbe rischiato di annoiarsi)

Linda ha detto...

L'appello è meraviglioso! Ildebrando di Soana e (san?) Crodegango che hanno fatto per meritare codesti santissimi nomi? :)))
Comunque, 'sta classe è una forza!

Murasaki ha detto...

Ebbene sì, anche Crodegango è un santo. Ma per me non sono santi, solo nomi medievali. E non so perché, ma gli stanno benissimo.
(Sì, quella classe è una forza, e starci dentro è davvero divertente ^__^)

melchisedec ha detto...

Esulto quando la prova coincide con il mio giorno libero. Devo dire che è andata meglio quella vera(terremoto)che la simulata. Mel

la povna ha detto...

Da noi sabato scorso. Complessivamente tutti un po' scomposti, ma non troppo. Senza infamia e senza lode.

La prof ha detto...

Noi evacuiamo 700 persone in due minuti. Poi li portiamo dove possono divellere la fontanella dell'acqua (comunale).
E la relazione al calor bianco la fa l'ingegnere (che ce li nasconde lui i virgulti nei gabinetti, per vedere se li lasciamo morire o ne denunciamo in tempo la scomparsa...)