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domenica 28 aprile 2013

Abbiamo un governo?


E venne il giorno delle elezioni del Parlamento, quando tutto lasciava sperare che il povero elettore, stremato da vent'anni di campagna elettorale sempre più insopportabile, potesse finalmente concedere un po' di meritato riposo alle sue povere orecchie. 
E poi vennero i risultati, che sembravano usciti da un copione di Scherzi a Parte. E l'elettore guardò con fascinato orrore quel mostro singolare in pesante disaccordo con i sondaggi e le previsioni elettorali e ascoltò i commentatori politici che spiegavano che non poteva andare che così, che chiunque avesse un barlume di buon senso l'aveva previsto, dal momento che X aveva sbagliato tutto e Y e Z invece avevano azzeccato ogni mossa, e in cuor suo si domandò come mai, se tutti l'avevano previsto, nessuno lo avesse detto prima dei risultati, ma non trovò risposta.
E i risultati delle elezioni dividevano il paese in tre poli (più un quarto polo più piccolo) in barba a qualsiasi considerazione raziocinante di fisica e di geografia.
E l'elettore si domandò che accidente di governo si poteva fare con quei risultati, e ringraziò il cielo che non toccasse a  lui pensarci perché proprio non avrebbe saputo come spantanarsi. 
E vennero i tre capi dei tre poli, dopo aver assunto gran copia di analgesici contro il mal di testa, e dissero che il governo manifestamente spettava a loro - nel senso di "a ognuno di loro".
E venne il Presidente della Repubblica che si domandava in che cosa avesse peccato, lui o i suoi genitori, per trovarsi in tal frangente, ma che assegnò l'incarico di tentare di formare il governo a quello dei tre poli che aveva preso più voti degli altri.
E vennero gli elettori del primo polo che urlarono al capo del primo polo che se mai si fosse azzardato a fare il governo con il secondo polo lo avrebbero sbranato vivo per poi lasciare le sue ossa a biancheggiare al sole. E il capo del primo polo, avendo un certo qual attaccamento alla vita, cercò di fare il governo con il terzo polo.
E vennero i giorni del tentativo di fare il governo tra il primo e il terzo polo, con i rappresentanti del terzo polo che urlavano a gran voce che, piuttosto che fare il governo con il primo polo, si sarebbero tutti castrati sull'istante. E il capo del primo polo insistette quanto era possibile insistere e alla fine prese atto che non ci si può alleare con qualcun altro se il qualcun altro non è d'accordo e lasciò perdere. E nel frattempo il secondo polo mandava a dire che lui si sarebbe alleato volentieri con il primo polo perché lui, il secondo polo, era fatto di gente responsabile.
E venne il giorno che il nuovo Presidente della Repubblica, che in realtà era ancora quello di prima ma lo avevano rieletto, disse che a questo mondo il governo si poteva fare solo con chi ci stava a farlo, e che d'altronde un governo poteva fare comodo perché il paese aveva qualche piccolo problema cui sarebbe stato opportuno mettere mano, e che insomma fra tutti la smettessero di giocare e si decidessero a fare un governo perché i giorni passavano, le madri imbiancavano e un governo ci voleva, non si poteva andare avanti in eterno con gli avanzi del vecchio.
E il capo del primo polo si stracciò le vesti, si graffiò il volto, si gettò la polvere sui capelli e disse che, dato che lui aveva sbagliato tutto, come non facevano che ripetergli ormai da mesi, toglieva il disturbo e se la vedessero un po' tra loro.
E venne il giorno del Nuovo Incarico, quando un rappresentante del primo polo di cui nessuno aveva parlato in quei mesi, come se nemmeno esistesse, venne improvvisamente incaricato di fare il governo e avviò le trattative e le consultazioni.
E il terzo polo e gli elettori del terzo polo urlarono che loro non li aveva considerati nessuno e avevano il diritto di fare il governo, anche da soli e senza nessuno degli altri due poli che gli facevano schifo. E nessuno se li filò se non per schernirli aspramente e fargli le linguacce.
E il terzo polo disse che gli altri due poli stavano per allearsi per fare il governo, e che era una vergogna, ed entrambe le affermazioni erano verissime.
E il secondo polo esultò dicendo che loro avevano vinto e che avrebbero fatto il loro governo con il loro bellissimo programma elettorale.
E gli elettori del primo polo soffrivano di acutissime crisi di vomito e diarrea e ululavano alla luna che loro non volevano nessuno del secondo polo nel loro bel governo, nonostante qualcuno ammettesse a denti stretti che, per fare un governo col secondo polo, era pur necessario adattarsi ad avere a che fare con qualcuno del secondo polo.
E vennero le Indiscrezioni sulla Lista dei Ministri e gli elettori del primo polo vomitarono più volte financo la prima comunione, e qualcuno di loro cominciò a sospettare di aver contratto qualche grave forma di colera, ma alle analisi mediche non risultavano infezioni, però loro continuavano a vomitare e a soffrire di nausee peggio che se fossero alle prime settimane di una gravidanza particolarmente delicata.
E venne, dopo due eterne giornate, la Vera Lista dei Ministri, e gli elettori del primo e del secondo polo si accorsero che faceva meno schifo del previsto; e qualcuno, calmati finalmente gli spasmi più violenti della nausea, cominciò ad assumere piccole porzioni di cibo, sotto forma di brodino di pollo allungato o fette biscottate bagnate nel té leggero o nella camomilla. E il secondo polo gridava ai quattro venti che aveva vinto e il primo polo lo lasciava dire perché proprio non gli sembrava ci fossero gli estremi per controbattere che invece avevano vinto loro.
E nei forum politici i postatori stipendiati del secondo polo cominciarono subito a dire malissimo del nuovo governo e degli altri due poli, esattamente come quando l'anno prima con l'appoggio del loro polo era stato votato un governo cosiddetto "di tecnici".

E tutti continuavano a comperare grandi dosi di antiemetici e antidiarroici e a nutrirsi di sottili fette biscottate inzuppate nel té leggero, ma qualcuno in cuor suo osservava che, a conti fatti, quel governo non sembrava all'apparenza né meglio né peggio di tanti altri governi che avevano avuto, alcuni dei quali avevano perfino fatto una riuscita decente.
E tutti i politici continuavano a straparlare come se fossero ancora in campagna elettorale, e a quello sembrava proprio non esserci rimedio, ma intanto il mondo andava avanti, bene o male che fosse.

9 commenti:

la povna ha detto...

Mmm... Io questa volta lascio la parola a Mel Brooks:
http://www.youtube.com/watch?v=olKKWG3HwOg

Murasaki ha detto...

Sempre un classico intramontabile ^__^

Murasaki ha detto...

(e comunque ancora non ha preso la fiducia, quindi potrebbe non essere affatto!)

cautelosa ha detto...

Non potevi essere più chiara, ironica e giustamente dissacrante.
Adesso stiamo a vedere...

Aliceland ha detto...

Perfetto riassunto!

la povna ha detto...

La fiducia di insediamento la prende - Letta non è certo Parisi (e ci mancherebbe altro, visto che ha studiato con le nostre tasse!): i conti li sa fare.

Linda ha detto...

Mi piacerebbe che qualcuno dei Tre Poli leggesse questo post: capirebbero quanto sono e sono stati ridicoli.

il grigio ha detto...

Siamo arrivati alla nomina dei sottosegretari .... doppia dose di antiemetici :-((

Murasaki ha detto...

@Linda
Il sospetto che mi striscia è che ad essere ridicoli non siano stati solo loro, ad essere del tutto sincera...
Considera che io sono in tutto e per tutto una fedele e convenzionalissima elettrice del Secondo Polo, e in quella descrizione ci sono proprio tutta!

@Grigio
Ce n'è di parecchi duri da digerire. E tuttavia quel che è successo con la Biancofiore, confesso, mi ha un po' risollevato il morale ^__^