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mercoledì 6 marzo 2013

Il Misterioso Tabù della Prima Media (post inconcludente)


E' noto che, tra la fine della quinta elementare e l'inizio della prima media, i voti dei virgulti a noi affidati subiscono un misterioso quanto inevitabile tracollo di un paio di punti circa. 
La cosa viene data per scontata ma a ben guardare tanto scontata non dovrebbe essere. D'accordo, si cambiano insegnanti e si cambia anche ordine di scuola, però il virgulto resta sé stesso medesimo, e proprio non si capisce perché venga reputato indispensabile come primo atto di accoglienza  fargli un bagno nell'umiltà con relativa asciugatura col cilicio e stazionamento sul granturco, invece di un bagno nell'acqua di rose e successivo massaggio corroborante con oli profumati di pregiate essenze. Insomma, non sarebbe forse opportuno partire da voti analoghi a quelli che la creatura soleva ricevere, onde non traumatizzarlo?

In realtà la cosa avviene in modo del tutto spontaneo, e non c'è alcuna intenzione programmatica da parte di noi insegnanti delle medie di mortificare le nuove leve. Esistono però alcuni Principi Basilari di ignota origine che per molti di noi sono scolpiti nelle più sacre rune sulle rocce più inattaccabili. Uno di questi è "Non dare mai il massimo dei voti in prima media".
Tale principio viene spesso rimbalzato come cosa ovvia in Sala Professori e addirittura si parla a volte di sancirlo come regola inderogabile, ma nessuno ha mai saputo spiegarmene  i motivi con argomenti dall'apparenza sensata.
D'accordo, quando arrivano in prima gli allievi sono ovviamente ad un livello diverso e più basso di quello che poi raggiungeranno in terza (o almeno si spera) ma non è che in prima diamo i voti sulla base delle prestazioni di fine terza (o almeno si spera): in prima valutiamo prestazioni di prima, dunque si suppone che anche per le prestazioni di prima ci sia un massimo, e che in teoria qualcuno a questo massimo possa avvicinarsi molto o addirittura raggiungerlo.

Detto  questo però  la carne è debole e il cervello influenzabile, e insomma spesso ci sembra che, per quanto faccia, l'implume creaturina di prima resti pur sempre scarsa: chi è all'inizio di un percorso, per forza di cose, lavora peggio di chi quel percorso lo sta terminando - e di fatto non ci rendiamo conto delle meraviglie che il giovane Crodegango sta facendo adesso perché non lo abbiamo seguito fin da quando tracciava le sue prime e incerte A e B e non ci siamo ancora minimamente abituati ai suoi errori e alle sue idiosincrasie. Alle elementari invece hanno avuto cinque anni di tempo per conoscere dettagliatamente gli uni e le altre e, giunti in quinta, sapevano tenere nel giusto conto i suoi progressi e i suoi successi.
Qualcosa del genere succede anche alle medie, quando nel secondo quadrimestre della terza improvvisamente i voti cominciano a lievitare. D'accordo, molto spesso in terza si sale un gradino e ci sono dei miglioramenti oggettivi nel corso dell'anno, ma talvolta insorge in me un filo di sospetto che in cotali miglioramenti giochi anche un occhio insegnantesco diventato improvvisamente più benevolo: quando vedo ragazzi che nel giro degli ultimi due mesi passano quasi improvvisamente dalla media dell'otto a quella intorno al dieci (magari anche con la mia collaborazione) talvolta mi sorgono dei dubbi, che tuttavia non mi passa nemmeno per l'anticamera del cervello di esternare apertamente; anzi, se richiesta esplicitamente di arrotondare, arrotondo senza fare storie, non sia mai che per colpa di un miserabile puntiglio mi ritrovi a precludere  il nove o il dieci a qualche elemento meritevole.

In prima nessuno parla mai di arrotondare, se non per trasformare un quattro o un cinque in un sei onde non impelagarsi in una bocciatura che il Consiglio non ritiene utile né opportuna. Niente crociate per la media del nove, niente alzate di scudi perché l'unico sette della pagella diventi un otto.

Tutto ciò ci viene spontaneo, non fa parte di nessun principio dichiarato o codificato. Altra cosa però mi sembra la Ferma Decisione Di Non Mettere Mai Per Principio un dieci a un primino, nemmeno in condotta.
"In prima non conosciamo i ragazzi, soprattutto al primo quadrimestre" è stata la curiosa spiegazione che mi ha dato Artistica qualche settimana fa "Non sappiamo se uno sta buono perché magari è ancora intimorito".
Ora, a me sembra che conoscere davvero un alunno sia evento abbastanza raro e opinabile, in prima come in terza o in qualunque altra classe, e che se anche lo conosciamo davvero nel momento XY, già una settimana dopo può darsi che costui sia diventato molto diverso: il principio eracliteo dell'uomo e del fiume in continuo cambiamento secondo me risulta particolarmente valido negli anni delle medie, perché in quei tre anni i ragazzi cambiano pelle e carattere e maschere una quantità impressionante di volte e dunque tanto varrebbe limitarsi a fotografare la situazione in un determinato momento e amen, invece di pretendere di scrutare i cuori e le reni.

E infatti, se a volte abbiamo cardi che si trasformano in rose, succede anche che graziosissime roselline modello senza-spine si trasformino nel corso del triennio in cardi spinosissimi e del tutto disinteressati allo studio - per poi, magari, trasformarsi ancora in peonie o orchidee durante le superiori o all'università. Insomma, si sa una sega di quello che può essere il loro percorso esistenziale, anche se non ci piace ammetterlo: ci sono Bravi Bambini che all'improvviso si stufano di essere tali, Alunni Disinteressati che improvvisamente sviluppano una fame cosmica di conoscenza e via dicendo.
Tuttavia, secondo molti insegnanti, il percorso di un alunno deve essere per forza in linea ascensionale, registrando solo progressi e miglioramenti, anche se ogni giorno la cruda realtà dei fatti ci pone davanti a esseri umani che seguono un percorso tutt'altro che lineare e uniforme. Infatti l'altra grande obiezione è "E se poi peggiora in seconda?".
D'accordo, molti peggiorano in seconda, a volte senza nemmeno registrare grandiose rimonte in terza. Però limare i voti in prima in previsione di un possibile calo in seconda non mi sembra molto serio, e non solo perché sono contraria per principio ai processi alle intenzioni.

Al termine di questa tirata inconcludente e senza costrutto, che non so bene nemmeno io perché ho cominciato, mi sono comunque fatta un esame di coscienza e ho seminato qualche nove e un paio di dieci in singole prove particolarmente ben riuscite alla Prima d'Ogni Grazia Adorna.

12 commenti:

ellegio ha detto...

Vale lo stesso Principio Basilare in prima liceo. Rinforzato dalla consapevolezza che oh, cavolo, siamo al liceo! Ma resistere si può, con qualche sforzo. Nella pagella del primo trimestre ho distribuito con oculatezza voti dal quattro al nove, ma per la fine dell'anno ho in mente di festeggiare la mia prima con almeno tre dieci. Eh, quanno ce vo'...

Aliceland ha detto...

In questi giorni stavo proprio pensando alla stessa questione, e volevo scriverne anch'io. Lo farò.
Devo dire che da noi questa prudenza non c'è, c'è invece il calo dei voti fisiologico tra i due ordini di scuola, ma quelli "bravi" rimangono bravi, e a me capita di dare voti alti al primo quadrimestre della prima, poi magari, se è il caso si abbassa al secondo quadrimestre...eresia!!!?!!

lanoisette ha detto...

secondo la mia esperienza, più che il tracollo di quelli che avevano dieci, in prima media si assiste al tracollo di quelli che avevano sei-sette, talvolta anche otto, perché erano tanto volonterosi e giudiziosi e null'altro.
poi, oddio, a me di geniacci da dieci non è che ne siano capitati poi tanti...

Silvia Saltarelli ha detto...

Sarà che insegno matematica, quindi dar 10 nella singola prova è più semplice che in un tema, ma mi son sempre opposta a questa revisione al ribasso: dò 10 anche in pagella, anche nel primo quadrimestre della prima. Se poi il fanciullo cala vuol semplicemente dire che non prenderà 10 nella pagella successiva, e sia lui che i genitori si renderan conto del calo...

Silvia

la povna ha detto...

Molto d'accordo su chi dà 10 alla foto di quel momento. Se poi il momento successivo sarà da meno, pace e bene. Sul 10, io credo che il problema sia spesso che in Italia si pensa sia outstanding, da geni, come ricorda Noise, invece è solo un voto. Per dire, io avevo la media del 10 in latino e greco, ma, lo assicuro, li so in maniera assolutamente standard e non erano particolarmente la mia cup of tea. Semplicemente, non facevo errori e la mia prof. usava tutta la scala decimale.

cautelosa ha detto...

Gli atteggiamenti che tu descrivi in questo post, li ho trovati, uno per uno, in diversi colleghi del tempo che fu.
Quel valutare sempre con il freno tirato, in vista di ipotetici peggioramenti nel secondo quadrimestre, nell'anno successivo o di qui all'eternità,
quelle previsioni, da novelle Cassandre, sui futuri comportamenti, quanto mi infastidivano.
Allo stesso modo di quel negare la possibilità di cambiamenti in positivo nel futuro di tredici-quattrodicenni...

La prof ha detto...

La paura di molti miei colleghi è sempre stata quella di dover dare 10 (ma anche nove, otto, sette, eccetera), per poi, nel secondo quadrimestre, dover diminuire la valutazione.
Faccio un esempio semplice: i miei primini di solito prendono voti alti nel primo quadrimestre sia in storia sia in geografia perché buona parte di quel tempo è dedicato agli strumenti della disciplina. Verso dicembre gennaio cominciano a volare i 4 e i 5 perché, semplicemente, non pretendo più soltanto che sappiano interpretare o costruire un grafico o una carta o un documento, ma pretendo anche che studino. Nel secondo quadrimestre, dove pretendo uno studio costante (accanto all'uso degli strumenti, è ovvio, ma non questi non possono più essere idnipendenti da quello), i voti precipitano tutti. O quasi.
Io ci sono abbastanza abituata e me ne frego (si può dire me ne frego?), ma ho alcuni colelghi terrorizzati quando vedono che hanno dato 8 nel rpimo e dovrebbero dare 7 o 6 o persino 5 nel secondo. Allora si premuniscono così: abbassano nel primo.

Secondariamente, è anche vero che, quando arrivano dalla scuola elementare (nel NOSTRO caso, eh!), hanno dei voti estremi, e quando facciamo l'incontro con le maestre loro ci spiegano chiaramente: "ha sei ma il livello è di secondo elementare"; "ha dieci ma impara tutto a memoria"; e così via. Mi sembra logico che, pretendendo alla scuola media un tipo diverso di approccio allo studio ed essendo ammaestrati dalla pagelle delle elementari, ci sia un crollo dei voi.

Metti insieme le due cose ti ritrovi con una classe d'élite a settembre che a gennaio devi condurre piano piano nei meandri del "che cosa è un articolo determinativo" o "impariamo la tabellina del due".

La prof ha detto...

Voglio dire: mi darete mica cinque per il commento di prima, eh? Vedrete che prima di giugno mi riprendo e faccio meglio... :-P

Murasaki ha detto...

@LGO
Infatti alcuni lamentano lo stesso calo alle superiori. Poi, va anche visto COME MAI arriva il calo alle superiori. Ricordo una collega di inglese che si lamentava di un ragazzo che si contentava di avere soltanto sei "perché alle superiori non rimane certo un sei, si sa che i voti diminuiscono". Ma se automaticamente sai che il tuo sei è destinato a diventare un cinque, allora forse dovresti alzare un po' l'asticella del tuo sei, mi sembra... Certo, quei sei che sono dei quattro e mezzo che negli ultimi due mesi l'insegnante fa lievitare finché non riesce a trasformarli in sei, trovo abbastanza comprensibile che calino.
Certamente le intenzioni di tutti sono buone, anche quelle di chi gonfia i voti, però non sono sicurissima che questa doccia scozzese cui spesso vengono sottoposti gli alunni sia molto utile sul piano didattico, ecco.
Resta il fatto che una delle cose più piacevoli nel nostro lavoro è dare dei voti alti ben meritati :)

@Alice
Brava, scrivine!
E non dovrebbe essere così eretico abbassare i voti al secondo quadrimestre, perché esiste pur il libero arbitrio e a volte CAPITA che al secondo quadrimestre si lavori meno, giusto? Scelta loro, e il voto si adeguerà.

@LaNoisette
Geniacci da dieci non ne capitano tanti, è vero; però ne capita.
Dipende anche dal criterio con cui danno i voti alle elementari: se è giusto incoraggiare senza ritegno i bambini nei primi anni (almeno, credo sia giusto), più avanti andrà pur chiarito che con l'andar del tempo ci si aspettano da loro prestazioni più alte.

@Silvia
Ben trovata ^__^
Confermo, davanti ai temi ci facciamo tutti delle seghe disumane al momento di dare il voto, e d'altra parte vanno considerati un'infinità di parametri piuttosto complessi da calcolare (cioè, c'è un margine ENORME alla valutazione personale). Matematica, o anche grammatica, o comunque tutte quelle prove a punteggio fisso sono molto più semplici da calcolare in modo oggettivo. Certo, se parti dicendo "il voto più alto ottenibile con questa prova è otto" è abbastanza difficile che anche la più meritevole delle creature arrivi a dieci.

@la povna e Cautelosa
Assolutamente d'accordo, per piangere e flagellarsi ci sarà sempre tempo nell'eventuale futuro in cui eventualmente arriverà il calo. Che se poi non arriva, credo che ce ne faremo una ragione, giusto? I profeti di sventura non sono esattamente la razza più simpatica che si possa incontrare, soprattutto a scuola.

@La Prof
Più che altro, spero che si riprenda la tua tastiera, che ha seminato un bel po' di slati (è sempre colpa della tastiera, come immagino saprai)!
Il problema del cambio dei voti perché cambia anche il programma da svolgere ce l'hanno anche altre materie, per esempio Arte e Tecnologia. Detto questo, se i virgulti non si adattano al nuovo tipo di lavoro richiesto, converrà bene che si adattino al cambio del voto
o raggiungano la più vicina stazione ferroviaria per attaccarsi al primo treno. Capisco che il passaggio dall'8 al 5 sia traumatico ma, come dire...
Sulle valutazioni delle elementari c'è sempre molto da dire. Però, se qualcuno ha il sei e ha un livello da seconda elementare (e si sa che ce ne sono) più che un sei sembrerebbe che gli serva una certificazione, che prima arriva e meglio è. Trovo ATROCE che questi poveri ragazzi vengano mandati al massacro alle medie senza nessun tipo di correttivo. Non fa bene a loro, né ai genitori... e nemmeno a noi, che molto spesso siamo del tutto incapaci di gestire un programma da seconda elementare - io, almeno, in questi casi non so assolutamente come districarmi.
(Di tutto ciò, peraltro, nelle Commissioni Continuità non si parla MAI).

melchisedec ha detto...

Concordo. Ho dato dieci in prima a due liceali appena svezzati dalla media.

melchisedec ha detto...

Mi sono registrato a Blogger. Ho lasciato un commento. Boh!
10 anche ai virgulti bravi da poco svezzati dalla media.

Murasaki ha detto...

@Mel
Ben arrivato, e mi dispiace per l'inconveniente: da qualche tempo Blogspot mi ha messo un antispam. Da un lato è comodo, perché mi blocca un sacco di strani annunci per la vendita di vuitton, strani medicinali e improbabili rimedi estetici dei più vari generi,ma dall'altra ogni tanto si mette in testa di fermare commenti del tutto irreprensibili, come il tuo, e devo andare a sbloccarli a mano.