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lunedì 27 ottobre 2008

Il paese è piccolo e la gente non dovrebbe mormorare



Tale almeno è la stravagante teoria dello Scagnozzo riguardo al nostro Sexygate: i genitori non dovrebbero diffondere in giro certe voci non provate perché danneggiano il buon nome della scuola. Gliel'ha anche detto, ieri, alla riunione per la consegna dei pagellini. 
Per carità, anch'io sono d'accordo che non dovrebbero, ma proprio non vedo modo di impedirglielo. Spera forse che dopo questo le chiacchiere si calmeranno o che i genitori si ritireranno in buon ordine dicendo "Beh, in fondo non sono affari nostri"? Prima di tutto SONO affari loro, e dei loro figli; e soprattutto, se in questa disgraziata storia ci fosse anche un fondo di verità e col tempo saltasse fuori, che figura ci facciamo se tutto il nostro ampio intervento educativo è consistito nello spazzare la polvere sotto il tappeto?
E prima ancora: come si fa ad andare da gente maggiorenne (e pure da gente minorenne, ora che ci penso) e spiegargli col ditino alzato di cosa possono e di cosa non possono parlare nella loro vita privata? Se qualcuno si fosse mai azzardato a farmi (a me figlia o a me genitore) una sortita del genere, un buon vaffanculo detto o pensato con tutti i sentimenti non glielo avrebbe levato nessuno.

In conclusione, la scuola poteva star zitta (in assenza di prove) o affrontare apertamente la questione. Ha scelto di mandare velatamente a dire che, e non mi sembra una gran soluzione.
Staremo a vedere.


Al momento a scuola abbiamo svariate correnti di pensiero in merito all'affaire:
- alcuni sono convinti che sia tutto vero, veridico e certissimo; l'unico dubbio è se la storia sia stata messa in giro da ragazzine che, invitate, han rifiutato il sinistro commercio,  dai ragazzi che hanno organizzato il sinistro commercio di cui sopra o addirittura dagli ex allievi delle terze dell'anno scorso
- altri (tra cui lo Scagnozzo) hanno stabilito che tutta la storia è una montatura. Motivi: hanno interrogato "i due di cui era saltato fuori il nome" e li hanno trovati "puliti". E beati loro che conoscono così bene la natura umana da saper prendere posizione così facilmente. Da notare che la versione del ragazzo "pulito" è stata che aveva sentito parlare di questa storia, che però non avverrebbe nei bagni della scuola bensì al di fuori della scuola medesima
- altri ancora pensano che il dettaglio delle ricariche del cellulare conferisca una sua concretezza e verosimiglianza alla storia

Io al momento non penso niente, se non che la Dirigenza ha liquidato la cosa un po' troppo in fretta; ma caso mai dovessi pensare qualcosa di più preciso, il mio personale sospetto è che la storia sia nata da una certa tendenza da parte delle ragazze delle attuali seconde di parlare male delle loro compagne di scuola e proverei a sondare il terreno in quella direzione e a tentare qualche intervento didattico volto a rafforzare l'autostima femminile.
Comunque nessuno ha tirato in ballo la mia classe e nessuno ha chiesto il mio parere né sembra intenzionato a chiederlo - e dunque me ne sto nel mio cantuccio a prepararmi un'insalata di cavoli miei.

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