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domenica 31 agosto 2008

L'inno d'Italia

Corre voce che l'europarlamentare Borghezio abbia suggerito di cambiare l'inno d'Italia: a sentir lui la musica di Novaro ha un effetto deprimente e suggerisce perciò di rimpiazzarlo con Funiculì-Funiculà, popolarissima canzone composta nel 1880 da Peppino Turco e Luigi Penza in occasione del varo della prima funicolare vesuviana. 

Ora, io l'attuale Inno d'Italia lo rispetto, ma non mi ha mai entusiasmata più di tanto. Lo trovo un testo comodissimo per spiegare il Risorgimento e pure il Romanticismo ai ragazzi ma, ripeto, non mi emtusiasma.
Funiculì-Funicolà invece mi è sempre piaciuta moltissimo (soprattutto da quando un amico sotto esame di dottorato me ne improvvisò una traduzione in tedesco); quindi non sarei particolarmente contraria.
Però in questo momento il vero inno d'Italia, il pezzo più adatto a rappresentarla nella presente situazione mi sembra la fuga finale del Falstaff.
Musica di Verdi, testo di Boito, ovvero due glorie nazionali, derivazione del soggetto da Shakespeare, che cosi' diamo al tutto anche un tocco europeista. Certo, non e' un pezzo facilissimo da eseguire, ma con il tempo e la pazienza qualsiasi buon coro puo' venirne a capo.
Inoltre Verdi l'ha scritta da vecchio (decisamente vecchio, sopra gli 80, e anche Boito non era piu' un ragazzino); dunque e' adattissima a rappresentare  un paese in via di invecchiamento come il nostro.

Il testo dice:

Tutto nel mondo e' burla
L'uomo è nato burlone 
La fede in cor gli ciurla
Gli ciurla la ragione.
Tutti gabbati| Irride
L'un l'altro ogni mortal.
Ma ride bene chi ride 
La risata final.

E già che adesso ho imparato, ci metto pure il link:


con un particolare saluto al Consiglio dei Ministri in carica, che due giorni fa ci ha sostituito i giudizi con i voti... a due settimane dall'inizio dell'anno scolastico e con i registri già stampati.



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